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Stato, investitori istituzionali, mon- do private, industria dei servicer: ma anche le imprese debbono fare la loro parte per far nascere un eco- sistema efficiente. Troppo spesso gli imprenditori decidono di correre ai ripari quando è ormai troppo tardi. La pubblicità di una situazione di dif- ficoltà è considerata un acceleratore della crisi piuttosto che il primo passo per una soluzione. Che un’azienda incappi in una crisi di per sé non è l’indizio di un cattivo imprenditore. A causarla possono essere fattori assoluta- mente indipendenti dall’azienda. Quel che conta è la capacità di percepire in anticipo i segnali di difficoltà e reagire rapidamente. La legge mette a disposizione delle imprese mezzi idonei (la composizione negoziata della crisi) per far ripartire il proprio busi- ness. Occorre far conoscere meglio queste norme, anche presso i professionisti che as- sistono le PMI e che sono i primi interlocutori dell’imprenditore quando i segnali arrivano. Negli Stati Uniti, ricorrere agli strumenti di riorganizzazione - tramite il Chapter 11 - è una scelta gestionale e non un marchio di fallimento. La crisi è un aspetto fisiologico del sistema. Quando è necessario avviare una ristrutturazione, una partnership positiva tra imprese e fondi di turnaround può essere la chiave vincente. Riconoscere in anticipo i segnali di crisi e reagire rapidamente è il primo passo per il rilancio. B E | B AN K E R S 31

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