Be Bankers

I lmondonato intornoal creditodeteriora- to e sviluppatosi a partire dai primi anni Duemila si trova oggi di fronte alla ne- cessità di una profonda trasformazione. È stata innanzitutto la spinta del regolatore, prima italiano e poi europeo, a costringere il sistema bancario a immettere sul mercato buona parte dei propri crediti deteriorati. At- traverso un’imponente attività di de-risking , lo stock è passato dai 350miliardi di euro del 2015 agli attuali 45 miliardi. Sebbene questi crediti stiano purtroppo ancora attanaglian- do il sistema Paese, essi hanno semplice- mente cambiato mano: senza significativi interventi sul sistema giudiziario, infatti, difficilmente si assisterà a un’accelerazio- ne nei tempi di recupero e nella riduzione dello stock. Resta il fatto che il principale fornitore di crediti deteriorati - il sistema bancario - pre- senta oggi indicatori di assoluta eccellenza sotto il profilo della qualità degli attivi, con un default rate attestato all’1,042% nel pri- mo trimestre del 2026. La “merce” più appe- tibile sul mercato degli NPE comincia quindi a mancare, ponendo gli operatori davanti a un bivio: che fare? A fronte di prezzi d’acquisto in aumento e costi operativi che non accennano a dimi- nuire, si sta ripetendo quanto avvenuto nel sistema bancario all’inizio del terzo millen- nio: una rincorsa a fusioni e incorporazioni per accrescere le dimensioni dei servicer , rendendoli idonei a gestire grandi masse. Volgere lo sguardo ai crediti fiscali ha rappre- sentato una necessaria alternativa, ma diffi- cilmente risolverà la situazione strutturale. Per gli operatori che scelgono di rimanere di piccole dimensioni, l’unica vera strada è rappresentata da una forte specializzazione. Banca Finint ha da sempre svolto un’attività di supporto in questo ambito, posizionando- si come primo master servicer italiano. Dalla metà del 2021 abbiamo iniziato a proporci anche come acquirente di pacchetti di crediti da gestire nel nostro bilancio, istituendo a tale scopo una Direzione NPE. Un’attenta analisi di mercato ha successivamente sug- gerito di modificare questo approccio, poi- ché i prezzi d’acquisto non risultavano più in linea con le nostre aspettative di ritorno sugli investimenti. Si è trattato di una scelta lungimirante, alla luce della recente norma- tiva che ha esteso il calendar provisioning ai crediti ante-2019 anche per le banche less significant , applicandosi non solo ai crediti originati ma anche a quelli acquistati. Già a metà del 2024 si è deciso di cambiare rotta, rivolgendosi al mercato della consu- lenza a favore dei debitori. Questi ultimi, insieme ai loro professionisti di riferimento, sono rimasti spesso orfani del sistema ban- cario tradizionale e si trovano alla disperata ricerca di interlocutori in grado di assisterli nei momenti di temporanea difficoltà fi- nanziaria. In questo contesto, a febbraio del 2025, la Direzione NPE si è evoluta in Direzione Specialty Finance, offrendo op- portunità a quelle piccole e medie imprese in difficoltà che non possono più accedere al canale bancario ordinario e che, per dimen- sioni, si collocano fuori dal raggio d’azione dei grandi fondi di investimento. L’obiettivo è fornire assistenza e trovare la giusta interlocuzione con le banche ma so- prattutto con i nuovi detentori dei crediti (investitori e relativi servicer ). Si ricercano soluzioni transattive, si individuano even- tuali nuovi partner e, ove si presenti l’op- portunità, si acquisiscono i crediti stessi per ristrutturarli, sfruttando gli strumenti offerti dal nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII). Anche quest’ultima attività, tuttavia, par- rebbe minacciata dalla recente normativa sul calendar provisioning , che si vorrebbe applicata persino alle banche che acquista- no UTP ( Unlikely to Pay ) a sconto da altri istituti. Questo aspetto merita un’attenta riflessione: applicare le medesime regole dettate per chi ha originato il credito anche a chi lo acquista a sconto con l’intento di ristrutturarlo significa, di fatto, impedire all’impresa di trovare un’ancora di salvezza. In questo modo la si costringe a uscire dal mercato o, peggio, a rivolgersi a circuiti di finanziamento non regolamentati. In conclusione, mentre l’ottica del mondo sorto a latere del credito deteriorato banca- rio è sempre stata orientata allamassimizza- zione del recupero tramite la valorizzazione delle garanzie sottostanti, oggi la prospettiva cambia radicalmente. Diventa necessario ri- cercare soluzioni che permettano al debitore di sopravvivere, consentendogli al contem- po di restituire nel tempo quanto ricevuto e di rimanere in bonis all’interno del tessuto economico. LA CONTRAZIONE DEL MERCATO NPE SPINGE GLI OPERATORI A RIPENSARE IL PROPRIO RUOLO: DALLA MASSIMIZZAZIONE DEL RECUPERO ALLA CONSULENZA E RISTRUTTURAZIONE PER SOSTENERE LE PMI IN DIFFICOLTÀ. 40 B E | B AN K E R S

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