Be Bankers
Se l’Europa riuscirà a insegnare al mondo come vivere inun’era di abbondanza, potreb- be avere altrettanto da insegnare ai policyma- ker su come governarla. Il suo sistema di im- posta sul valore aggiunto (IVA), ad esempio, assomiglia sempre più a una struttura fiscale progettata per un’economia post-lavorativa, o quantomeno per una società in cui i consu- mi vengono tassati più del reddito da lavoro. Le imposte sui consumi sono generalmente più efficienti e meno distorsive di quelle sul reddito, e favoriscono il risparmio, anche se possono risultare leggermente più complesse da amministrare. Inoltre, l’IVA è politicamente più praticabile di una tassa patrimoniale, pur perseguen- do molti degli stessi obiettivi attraverso la riduzione del potere d’acquisto del capitale. Sebbene possa avere effetti regressivi, questi diventanomoltomeno problematici quando il gettito viene utilizzato per finanziare ingen- ti trasferimenti a favore delle famiglie a basso e medio reddito. Il consolidato consenso politico europeo circa la redistribuzione del reddito e della ricchez- za potrebbe rivelarsi un punto di forza ina- spettato. Se l’intelligenza artificiale dovesse ridurre significativamente la quota di reddito derivante dal lavoro, le società già abituate a politiche redistributive riuscirebbero ad adat- tarsi più facilmente rispetto a quelle costruite attorno al lavoro come principale fonte di reddito. L’immigrazione, tuttavia, resta una sfida im- portante. I sistemi di welfare relativamente generosi dell’Europa si sono dimostratimolto meno efficaci di quello americano orientato al mercato nell’integrare grandi flussi migra- tori. Negli Usamolti immigrati sanno di dover trovare un lavoro, poiché l’accesso agli aiuti federali dipende in larga misura dallo status migratorio. In gran parte dell’Europa, inve- ce, richiedenti asilo e rifugiati riconosciuti ricevono alloggi e sussidi finanziati con risorse pubbliche, aumentando la pressio- ne su sistemi di welfare già sovraccarichi. Con più tempo libero e minori opportunità economiche, i cittadini potrebbero diventare ancora più ostili verso quella che percepisco- no come concorrenza da parte degli immi- grati, alimentando un clima politico sempre più tossico. Nonostante gli attuali problemi energetici del continente, tra una decina d’anni lo sce- nario potrebbe apparire molto diverso. Se le tecnologie verdi continueranno amigliorare, l’Europa potrebbe ritrovarsi dalla parte giusta della storia energetica. Al contrario, la rinno- vata enfasi americana sui combustibili fossili sotto la presidenza di Donald Trump rischia di lasciare gli Stati Uniti con costi energeti- ci relativamente più elevati, anziché con il vantaggio competitivo di cui hanno goduto a lungo. L’Europa possiede inoltre un altro vantaggio politico, più sottile: non ha generato la stessa classe di oligarchi tecnologici che caratterizza gli Stati Uniti. Questo fattore, insieme all’as- senza di una figura politica paragonabile a Trump, potrebbe spiegare perché il continen- te abbia avuto un successo alquanto mag- giore nel preservare le norme democratiche. Nulla di tutto ciò ridimensiona l’entità del- le sfide che l’Europa deve affrontare in un mondo dominato dall’IA. Il suo declino eco- nomico relativo potrebbe protrarsi ancora per molti anni. Tuttavia, se l’intelligenza artificia- le manterrà le promesse e inaugurerà un’era di abbondanza materiale, l’Europa potrebbe scoprire che il suo principale vantaggio com- parato non consiste nel costruire i sistemi più avanzati, bensì nel mostrare come vivere bene nel mondo che questi contribuiranno a creare. Purtroppo, come amano dire gli scacchisti, prima del finale, c’è sempre il mediogioco. L’Europa potrà anche avere idee convincenti su come vivere in un’era di abbondanza, ma deve prima trovare il modo per arrivarci. ®PS 10 B E | B AN K E R S
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MTUzNjY=