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Il ritardo italiano nell’adozione dell’Intelli- genzaArtificiale (IA) è legato alle caratteristi- che specifiche del tessuto produttivo italiano. L’impatto dell’IA sarà significativo, ma infe- riore alla media europea, con benefici tangi- bili che si concretizzeranno nel medio-lungo termine. Nonostante i ritardi, l’IA ha il po- tenziale per compensare gli effetti negativi sul PIL potenziale dovuti all’invecchiamento della popolazione. Dopo oltre vent’anni di stagnazione della produttività, l’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta forse l’ultima op- portunità per l’Italia di ottenere una crescita strutturale. Per ottenere un dividendo econo- mico e contrastare il declino demografico, è essenziale una diffusione rapida e capillare dell’IA, integrata nei processi produttivi e nel settore manifatturiero. Il rischio principale, condiviso con l’UE e aggravato dalla preva- lenza di PMI in Italia, è una diffusione etero- genea e selettiva. Se i guadagni di efficienza si concentrano solo nei settori e nelle aziende tecnologicamente più avanzate, si genereran- no dinamiche di crescita divergenti, con ef- fetti limitati sull’economia complessiva e un aumento delle disuguaglianze interne. I poli- cymaker devono incentivare gli investimenti nei poli innovativi, rafforzare i meccanismi di trasferimento tecnologico e sviluppare il capitale umano. Accelerando l’adozione dell’IA, la formazione e la riorganizzazione produttiva, l’IntelligenzaArtificiale diventerà un fattore strutturale di crescita e resilienza a lungo termine per l’Italia. 16 B E | B AN K E R S

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