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LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA SULL’INSOLVENZA PUNTA A RENDERE I RECUPERI PIÙ PREVEDIBILI, PRESERVANDO IL VALORE AZIENDALE ATTRAVERSO IL PRE-PACK. L’EUROPA PUNTA ALL’ARMONIZZAZIONE. P ubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la Direttiva (UE) 2026/799 del 30marzo 2026, intende armonizzare alcuni aspetti del diritto in materia di insolvenza (c.d. se- condaDirettiva Insolvency). Questa seconda Direttiva (la prima in Italia ha avuto significa- tivi impatti sul Codice della Crisi di Impresa ed Insolvenza) dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 22 gennaio 2029 per le norme principali ed entro il 10 luglio 2029 per quelle specificamente relative all’accesso alle informazioni sui conti bancari. Con la Direttiva (UE) 2026/799, l’Unione Eu- ropea intende compiere un ulteriore passo verso la costruzione di un mercato dei ca- pitali più integrato e prevedibile. L’obiettivo dichiarato è ridurre le profonde differenze esi- stenti tra i regimi nazionali dell’insolvenza, che oggi rappresentano una delle principali barriere agli investimenti stranieri. Secondo la Commissione Europea, le diver- genze tra gli ordinamenti sono tra i principali elementi distorsivi in tema di più o meno lunghi tempi di recupero dei crediti, costi procedurali disomogenei e livelli di recu- pero spesso imprevedibili per investitori e finanziatori. Secondo un recente studio del FMI ben la metà dell’incremento del PIL co- munitario (+3,3% in 10 anni) stimato per l’introduzione di un regime societario inte- gralmente comunitario (il cosiddetto “28° re- gime”) dipenderebbe appunto dal completo allineamento del diritto fallimentare. La nuova direttiva interviene su tre pilastri: (i) recupero degli attivi; (ii) efficienza delle procedure; (iii) distribuzione prevedibile e trasparente del valore ai creditori. A differenza di altri Stati membri, l’Italia ar- riva a questo appuntamento dopo una delle più profonde trasformazioni del proprio di- ritto concorsuale. Pertanto, questa seconda Direttiva arriva in un ordinamento, quello italiano, già ampiamente riformato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolven- za (D.Lgs. 14/2019), entrato pienamente a regime dal luglio 2022 e successivamente ag- giornato dal D.Lgs. 83/2022 e dal cosiddetto “Correttivo-ter”, ha già introdotto una logica preventiva della gestione della crisi fondata sugli assetti adeguati ex art. 2086 c.c., sulla tempestiva emersione delle difficoltà e sugli strumenti di risanamento. 56 B E | B AN K E R S
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