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Ma è davvero così? Non necessariamente. Tornando all’esempio, se la ricostruzio- ne prendesse avvio dall’anno 0, il saldo iniziale negativo di €44.000 dovrebbe essere azzerato. Poiché il saldo finale del rapporto è negativo per €40.000, la sola rettifica iniziale sarebbe sufficiente a trasformarlo in un saldo a credito per il correntista per €4.000, ancor prima di procedere all’eliminazione delle even- tuali competenze illegittime. L’anno 0 non rappresenta quindi per la banca un punto di partenza utile ai fini dell’obiet- tivo dell’analisi. Assumendo come primo documento l’estratto conto dell’anno 2, il saldo positivo di €7.000 non richiede alcuna rettifica iniziale. Se, invece, la pro- duzione prendesse avvio dall’anno 6, il saldo negativo di €1.500 dovrebbe essere azzerato, con una rettifica iniziale di pari importo. A prima vista, dunque, l’anno 2 sembrerebbe ancora preferibile. Il confronto, tuttavia, non è completo. Partire dall’anno 2 significa includere nella ricostruzione anche il periodo com- preso tra l’anno 2 e l’anno 6 e, quindi, eliminare le eventuali competenze illegit- time addebitate in tale intervallo. Se tali rettifiche fossero, ad esempio, superiori a €1.500, il vantaggio derivante dall’assen- za di un azzeramento iniziale potrebbe risultare più che compensato dagli storni maturati nei quattro anni aggiuntivi. In una simile situazione, l’estratto dell’anno 6, pur presentando un saldo iniziale ne- gativo, potrebbe determinare un impatto complessivo sul ricalcolo inferiore rispet- to alla serie che prende avvio dall’anno 2. Il punto è che, in tale valutazione, ci sono due grandezze che non possono essere considerate separatamente: da un lato l’entità della rettifica conseguente all’eventuale azzeramento del saldo iniziale; dall’altro l’ammontare delle ret- tifiche derivanti dall’eliminazione delle competenze illegittime riferibili al periodo oggetto di ricostruzione. Ecco perché il punto di partenza da privi- legiare non coincide necessariamente con quello che presenta un saldo iniziale posi- tivo per il correntista, ma dipende dall’ef- fetto complessivo che le due componenti producono sul saldo ricalcolato. La selezione della documentazione non è, pertanto, una regola deterministica, ma assume le caratteristiche di un problema di ottimizzazione matematica. In termini semplici, ottimizzare significa individuare, tra diverse soluzioni possibili e nel rispetto di determinati vincoli, la soluzione che mi- nimizza o massimizza il risultato assunto come obiettivo. Nel nostro caso, le alternative sono rap- presentate dai diversi punti dai quali può iniziare la serie degli estratti conto; i vincoli derivano dalla documentazione effettiva- mente disponibile e dai criteri di ricalcolo applicabili; l’obiettivo è valutare l’effetto complessivo che ciascuna alternativa pro- duce sul saldo finale. In quest’ottica, partire da un estratto conto più datato consente di estendere il ricalco- lo a un periodo più ampio, ma comporta anche l’eliminazione delle competenze ille- gittime addebitate in quel periodo. Occorre quindi verificare se l’effetto di tali ulteriori rettifiche sia maggiore o minore rispetto a quello derivante dall’eventuale azzeramen- to del saldo iniziale previsto scegliendo un estratto conto successivo. È proprio questo confronto a trasformare una scelta apparentemente intuitiva in un problema di ottimizzazione. L’ottimizzazione, tuttavia, non è una for- mula magica né uno strumento capace di assicurare un determinato esito processua- le, bensì uno strumento di analisi volto a individuare la configurazione che limita maggiormente l’impatto complessivo delle rettifiche sul saldo finale, compatibilmente con la documentazione effettivamente di- sponibile. Vi sono infatti rapporti nei quali, anche ottimizzando la sequenza, l’elimina- zione delle competenze illegittime condu- ce comunque all’insussistenza del credito azionato dalla banca. In altri termini, la soluzione ottima non è necessariamente una soluzione che garan- tisce il risultato desiderato: è quella che, tra le alternative disponibili, soddisfa meglio l’obiettivo posto all’analisi. Ad esempio, la serie che prende avvio dall’anno 6 potrebbe risultare quella che limita maggiormente l’impatto complessivo delle rettifiche e, al tempo stesso, condurre comunque a un saldo finale che non consente alla banca di confermare il credito azionato. In questo caso, l’ottimizzazione avrebbe individua- to la migliore tra le alternative disponibili, senza per questo determinare un esito utile alla pretesa della banca. B E | B AN K E R S 83

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