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A questo limite se ne aggiunge tuttavia un altro: il quadro documentale sul quale si fonda l’analisi può mutare nel corso del giudizio. Qualsiasi valutazione preventiva resta, pertanto, inevitabilmente subordi- nata all’evoluzione del contraddittorio. La successiva produzione, ad opera della controparte, degli estratti conto mancanti o di ulteriori documenti idonei a ricostruire il rapporto può infatti modificare il quadro probatorio e incidere sulle conclusioni cui era pervenuta l’analisi iniziale. A maggior ragione, la selezione della documentazione non può essere intesa come una tecnica finalizzata a orientare l’esito del giudizio, ma come uno strumento per una valutazio- ne necessariamente riferita agli elementi disponibili in un determinato momento. Alla domanda iniziale – quale estratto con- to assumere come primo documento della serie da produrre? – non esiste dunque una risposta valida in assoluto. L’ottimizzazio- ne non elimina l’incertezza, non anticipa l’esito del giudizio e non trasforma una pre- tesa insostenibile in una pretesa fondata. Consente, però, di sostituire a una scelta intuitiva una scelta consapevole. Ed è pro- prio prima della produzione documentale che questa consapevolezza assume mag- giore rilievo: quando le alternative sono ancora valutabili e la scelta non è ancora cristallizzata. L’applicazione del saldo zero dipende dall’onere della prova e dal patrimonio probatorio disponibile. DOSSIER BE | LEGAL&TECH 84 B E | B AN K E R S
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