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Saldo zero: cosa dice la giurisprudenza Quando è la banca ad agire La Corte di Cassazione, I Sezione Civile, con l’ordinanza n. 13667/2025, ha ribadito che, qualora la banca agisca per il recupero del saldo debitore e produca una serie in- completa di estratti conto, il saldo iniziale del primo estratto disponibile, se negativo per il correntista, deve essere convenzio- nalmente ricondotto a zero, poiché la ban- ca non ha assolto all’onere di dimostrare il credito maturato anteriormente al periodo documentato. Quando alle domande del correntista si contrappone la riconvenzionale della banca La Corte di Cassazione, I Sezione Civi- le, con le ordinanze nn. 13670/2025 e 14269/2025, ha affermato che, rispetto alla domanda riconvenzionale, la banca assume la posizione sostanziale di attore e rimane conseguentemente gravata dell’o- nere di dimostrare il saldo iniziale posto a fondamento della propria pretesa. In assen- za della documentazione iniziale, anche in tale ipotesi, non può quindi avvalersi del saldo passivo riportato nel primo estratto conto disponibile, che deve essere azzerato. La Corte d’Appello di Firenze, con la sen- tenza n. 797/2025, distingue invece il per- corso logico da seguire nell’esame della domanda della banca da quello relativo alla domanda del correntista, evitando che l’applicazione automatica del principio del saldo zero determini effetti incompatibi- li con la diversa distribuzione dell’onere della prova. In particolare, nell’esaminare la domanda della banca, il saldo iniziale negativo deve essere azzerato. Se il rical- colo conduce a un saldo finale favorevole al correntista, tale risultato non può, per ciò solo, trasformarsi in un credito da ri- conoscere in suo favore: occorre verificare se il credito del correntista sussista anche assumendo come punto di partenza il sal- do iniziale documentato. Specularmente, nell’esaminare la domanda di ripetizione del correntista, il conteggio deve muovere dal primo saldo debitore documentato. Se il risultato rimane favorevole alla banca, esso non può automaticamente fondare la condanna del correntista: occorre verificare se, azzerando il saldo iniziale, emerga co- munque un debito a suo carico. Quando il saldo può essere provato diversamente L’azzeramento non costituisce un automa- tismo svincolato dal complessivo patrimo- nio probatorio. La Corte di Cassazione, I Se- zione Civile, con l’ordinanza n. 9521/2026, ha attribuito rilievo a una ricognizione di debito nella quale erano specificamente in- dicati gli importi riconosciuti, escludendo che la parziale mancanza degli estratti con- to imponesse, in quel caso, l’azzeramento del saldo iniziale. La ricognizione conser- va quindi la propria efficacia probatoria anche in presenza della nullità di singole clausole del rapporto, ferme la rimozione della clausola invalida e la detrazione de- gli addebiti illegittimi che ne derivano. Sul piano tecnico, ciò implica che, se il primo estratto conto disponibile è successivo alla ricognizione, il saldo negativo ivi attestato può essere utilizzato come base, purché coerente con l’andamento successivo del rapporto. Se invece è antecedente, la pre- senza di un riconoscimento successivo può concorrere a giustificare l’esposizione maturata, ferme le rettifiche relative alle competenze illegittime. B E | B AN K E R S 85
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