Be Bankers

Come è maturata la scelta di entrare nella finanza? Risponde principalmente a un’esigenza di diversificazione del portafoglio di investimenti oppure alla convinzione che il versante finanziario sia diventato sempre più importante per imprenditori attivi nel business energetico? Pierluigi Tortora (PLT) La scelta è nata soprattutto da un principio che considero centrale nel fare impresa: il capitale non deve essere necessariamente reinvestito nel- lo stesso settore in cui è stato generato. Deve essere allocato dove si intravedono lemigliori opportunità di creazione di valore. La cessione a Plenitude ha rappresentato per noi la conclusione di un ciclo industria- le molto importante, ma non l’abbandono dell’energia, che continua a essere uno dei principali ambiti di attività del Gruppo. Allo stesso tempo, quell’operazione ci ha consen- tito di disporre di risorse significative e di avviare una nuova fase della nostra storia. L’ingresso nella finanza va letto all’interno di questo percorso. Non come semplice diver- sificazione patrimoniale e nemmeno come trasformazione da imprenditori industriali a investitori finanziari. Mi considero ancora prima di tutto un imprenditore. Anche quan- do investiamo in una banca, cerchiamo di ragionare con una logica industriale: qualità del management, solidità del progetto, ca- pacità di generare cassa e valore nel tempo. Ma la finanza non è l’unica nuova direttrice. Stiamo sviluppando inmaniera crescente an- che il real estate, che sta assumendo le carat- teristiche di una vera e propria nuova gamba del Gruppo. Anche in questo settore non ci interessa una logica puramente finanziaria o speculativa: cerchiamo operazioni nelle quali sia possibile creare valore attraverso svilup- po, trasformazione e gestione degli asset. 92 B E | B AN K E R S

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