Be Bankers
Il punto, quindi, non è scegliere tra grandi piattaforme e operatori specializzati, né tra soggetti italiani e internazionali. Serve un eco- sistema più ampio e più capitalizzato, capace di combinare competenze verticali, capitale paziente e capacità di lettura industriale ”. Ma i principali investitori istituzionali, fondi pensione e assicurazioni, sono praticamente assenti da questo mercato. Sono forse resi diffidenti dal rischio elevato che queste esposizioni comportano? Per un salto di qualità ci vorrebbe una mag- giore consapevolezza. Come dicevo occorre costruire un ecosistema in cui trovino posto anche i maggiori investitori istituzionali. I rischi elevati, dopotutto, si possono ridurre con la diversificazione. Che competenze devono possedere i fondi di special situations? I fondi che operano su situazioni a maggiore complessità devono combinare competen- ze finanziarie, industriali e legali. In questi casi è importante saper valutare non solo il profilo di rischio/rendimento dell’operazio- ne, ma anche la sostenibilità del percorso dell’impresa, la qualità del piano industriale e il contesto in cui l’azienda opera. Conta molto anche la capacità di dialogare con i diversi stakeholder coinvolti: impren- ditori, banche, advisor e altri creditori. Sono operazioni che richiedono spesso tempi più lunghi, monitoraggio attento e una lettura non solo finanziaria, ma anche industriale della situazione. In sintesi, la competenza distintiva è la ca- pacità di intervenire in contesti complessi con un approccio selettivo, evitando logiche standardizzate e valutando caso per caso la possibilità di preservare o ricostruire valore. Il fund raising dovrebbe tener conto delle specifiche esigenze di questo segmento e verso quali categorie di investitori dovrebbe rivolgersi? Il fund raising dovrebbe tenere conto della natura specifica di questo segmento, che ri- chiede tempo, competenze dedicate e capita- le coerente con operazioni spesso complesse. Non si tratta di strategie che possono essere valutate solo in una logica di breve periodo: serve una prospettiva più ampia, capace di considerare sia il profilo finanziario sia il pos- sibile contributo al sistema produttivo. Come AIFI, negli ultimi anni abbiamo cer- cato di valorizzare il ruolo dei fondi di tur- naround e special situations, perché si tratta di un mercato ancora presidiato da pochi operatori, spesso di dimensioni contenute, ma con competenze molto solide. Ritenia- mo che questi fondi svolgano una funzione importante, intervenendo in situazioni in cui la disponibilità di capitale specializzato può contribuire a preservare o ricostruire valore. Per questo è importante favorire una mag- giore attenzione da parte degli investitori istituzionali verso queste strategie. Il punto centrale è costruire una raccolta coerente con le caratteristiche del mercato: orizzonte adeguato, comprensione della complessità delle operazioni e riconoscimento del ruolo che questi fondi possono avere a supporto dell’economia reale. I fondi high risk dovrebbero avere un rapporto strutturato con i service provider incaricati di riscuotere i crediti non onorati alla scadenza? Dipende dalla strategia del fondo. Per i fondi che operano su situazioni corporate com- plesse, come turnaround e special situations, il tema non è solo recuperare un credito non pagato, ma capire se esistono ancora le con- dizioni per preservare o ricostruire valore. In caso di mancato pagamento, il fondo valuta la natura della difficoltà e può inter- venire con rinegoziazioni, sospensione dei pagamenti, ristrutturazioni o nuova finan- za. Per farlo è importante poter contare su un ecosistema qualificato di advisor legali, finanziari e industriali. Già attualmente il mondo dei fondi private attira crediti problematici in uscita da banche specializzate (illimi- ty, Banca IFIS, BFF Bank) alle prese con le regoledel calendarprovisioning che laBCEhaestesoancheallebanche meno significative. Quelle norme im- pongono alle banche di svalutare gra- dualmente i crediti inesigibili (NPL) secondo un calendario ben preciso. Quando entreranno pienamente in vigore anche per gli istituti di mino- ri dimensioni (nel 2028) potrebbero generare perdite consistenti a coloro che hanno in carico NPL. Il mondo private ha rapporti di collaborazione o competizione con quello bancario? Può forse sfruttare laminorepressione regolamentare? Il mondo dei fondi di special situations da sempre collabora con il sistema bancario con l’obiettivo di recuperare posizioni incagliate e riportare le imprese in bonis. Anzi è proprio il sistema bancario che spesso chiama ai tavoli di confronto e si affida alla collaborazione di operatori specializzati in situazioni distressed per restituire operatività a realtà imprendi- toriali in difficoltà finanziaria ma ancora in grado di dare un contributo all’economia reale del Paese. Non dimentichiamo inoltre che il mercato dei fondi di investimento alter- nativi è fortemente regolamentato in Italia e nel confronto con i competitor internazionali i fondi domestici sono soggetti aduna vigilan- za molto approfondita e dettagliata da parte delle Autorità. B E | B AN K E R S 27
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