Be Bankers
Già ma il conto l’ha pagato Pantalone, visto che la garanzia di quei finanzia- menti bancari è stata sostanzialmente trasferita sulle spalle dello Stato. Veramente la storia del prodotto è di grandis- simo successo anche dal punto di vista del contribuente perché in venti anni di esperien- za il costo è stato sempre uguale o inferiore alle previsioni. Vogliamo confrontarlo con il superbonus costato allo Stato 170 miliardi e che ha generato investimenti di circa pari entità? Negli anni del covid il fondo MCC ha permesso di attivare finanziamenti alle imprese per circa 200 miliardi, lo stato ne ha stanziati 20 come possibile costo e di que- sti, a consuntivo, ne ha utilizzati appena 8 miliardi. Ma allora da dove nasce l’esigenza di cambiare un meccanismo, forse dall’eccessiva estensione dello strumento avvenuta nel corso della pandemia? Gli ammontari complessivi di credito erogato, come s’è detto, non sono stati modesti ma hanno creato, per così dire, relativamente poca addizionalità. Si è percepito che il si- stema bancario ha in parte utilizzato questo strumento per prestar soldi a imprese che non avevano particolare rischiosità e che probabilmente avrebbero ricevuto ugual- mente quei finanziamenti. In questo modo ne hanno beneficiato i ratios patrimoniali delle banche che hanno ridotto il capitale assorbito da quei prestiti considerando che erano in parte garantiti dallo Stato. Ma non era quella la finalità dello strumento. Quindi concorda con il cambio di indirizzo annunciato dal Governo. Sostanzialmente sì. Credo che si intenda tornare al sistema precedente dell’era covid in cui la percentuale di credito garantito era inversamente proporzionale al rating dell’im- presa. Mi sembra un cambiamento positivo perché va ad accrescere l’addizionalità dello strumento concentrando i suoi effetti suquel- le imprese che, in mancanza del Fondo, dif- ficilmente otterrebbero finanziamenti dalle banche. È una correzione che va nella giusta direzione e che andrebbe accompagnata ad altre misure. Quali? In un recente libro bianco firmato da Banca AideXa assieme a un gruppo di intermediari specializzati (Federcasse, Confidi Systema, Finpromoter, Innexta, NSA - può essere sca- ricato dal sito di Banca AideXa) proponiamo alcuni interventi destinati soprattutto al seg- mento delle micro imprese, sono circa 5,5 milioni di aziende e rappresentano il 95%di tutte quelle registrate in Italia. Sono le impre- se maggiormente a rischio di credit crunch, quelle che le banche, per un insieme di ra- gioni, hanno crescenti difficoltà a finanziare. Libro bianco sul credito alle micro piccole imprese (mPI) Analisi strutturale, evidenze empiriche e proposte di riforma DOSSIER TECNICO Giugno 2026 Paola Paoloni (a cura di) Con la collaborazione di Andrea Bianchi Pierpaolo Ciuoffo Sergio Gatti Danilo Maiocchi Roberto Nicastro Francesco Salemi Inquadra il QR-code per scaricare “Il libro bianco sul credito alle micro piccole imprese (MPI). B E | B AN K E R S 47
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