Private equity, Deloitte: attese 224 operazioni nel primo semestre 2026

Survey Deloitte-AIFI: sentiment positivo nonostante le incertezze, manifatturiero settore guida e ruolo centrale delle banche nel finanziamento dei deal

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Nel primo semestre del 2026 il mercato italiano del Private Equity e Venture Capital dovrebbe registrare 224 operazioni, con oltre il 50% dei deal di valore superiore ai 30 milioni di euro. La previsione emerge dalla quarantasettesima Private Equity Survey di Deloitte Private, realizzata in collaborazione con AIFI e l’Osservatorio PEM della LIUC Business School, e segue un secondo semestre 2025 che ha segnato un massimo storico con 322 operazioni concluse per un controvalore complessivo di 3,6 miliardi di euro.

Nonostante le incertezze legate al contesto geopolitico e alle tensioni commerciali internazionali, il sentiment degli operatori resta positivo, con il 38,6% degli investitori che prevede un aumento dell’attività nei prossimi sei mesi. Il manifatturiero si conferma il settore più attrattivo per gli investimenti, concentrando il 26% delle preferenze, seguito da Food & Beverage con il 17,1% e da Life Sciences & Healthcare con il 13%. L’interesse per l’ICT registra una lieve flessione, mentre migliorano le aspettative per il comparto dei beni di consumo.

L’intelligenza artificiale continua a rappresentare un elemento rilevante nella selezione dei target, indicata dal 75% degli operatori, pur in calo rispetto al semestre precedente, mentre i criteri ESG risultano ormai strutturalmente integrati nei processi di investimento o nella gestione delle società in portafoglio dal 68% del campione.

Dal punto di vista territoriale, nel secondo semestre del 2025 l’89% delle operazioni si è concentrato nel Nord Italia, con una riduzione del peso del Centro e una presenza ancora limitata del Sud, seppure in lieve crescita. Le aspettative sul quadro regolamentare sono complessivamente favorevoli, con il 77% degli operatori che valuta positivamente gli effetti della riforma del TUF e l’82% che attribuisce un impatto positivo al Fondo di Fondi di Cassa Depositi e Prestiti.

Sul fronte delle strategie di investimento emerge una crescente preferenza per operazioni di maggioranza e per deal di dimensioni più elevate, mentre per quanto riguarda il finanziamento delle acquisizioni si prevede un rafforzamento del ruolo delle banche commerciali, a fronte di un ridimensionamento delle soluzioni di private credit.

Aumenta inoltre la quota di operatori che prevede attività di exit nel prossimo semestre, pari al 20,5%, mentre la maggioranza si attende una sostanziale stabilità dei livelli di disinvestimento. Nel complesso, il quadro delineato dall’indagine evidenzia un mercato caratterizzato da rinnovato dinamismo, accompagnato da un approccio prudente e selettivo nelle scelte di investimento, fortemente orientato alla qualità degli asset e alla sostenibilità delle prospettive industriali.

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