Cessione del quinto: quasi dimezzati i ricorsi presentati all’ABF nel terzo trimestre 2025

Pubblicato il resoconto trimestrale sull’attività dell’arbitro da cui risulta che il numero delle controversie è in aumento ma che i ricorsi relativi alla cessione del quinto sono passati dal 34 al 18 per cento del totale

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Il contenzioso tra banche e clienti sulla cessione del quinto si sta riducendo. I ricorsi ricevuti in questa materia dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) nel terzo trimestre del 2025 sono stati il 18% del totale (3.198) rispetto al 34%, su un totale di 3.096 ricorsi ricevuti nello stesso periodo del 2024. Lo si evince dal report trimestrale dell’organismo di conciliazione delle controversie gestito dalla Banca d’Italia.

E il segnale indica, probabilmente, che gli istituti di credito si stanno progressivamente uniformando alle indicazioni della sentenza Lexitor della Corte di giustizia europea.

Quest’ultima, nel 2019, ha stabilito che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, vada accordato ai clienti degli istituti di credito il rimborso pro quota di tutti i costi, non solo quelli ricorrenti ma anche quelli cosiddetti «upfront» sostenuti al momento della sottoscrizione del contratto.

Sulla cessione del quinto c’è da registrare anche un articolo de Il Sole 24 Ore secondo cui questa forma di finanziamento sta diventando competitiva rispetto ad altre forme di prestiti personali, anche per l’esistenza di alcuni tetti ai tassi, ad esempio quelli relativi a una convenzione sottoscritta dall’Inps per i pensionati. Allo stesso tempo, il giornale fa presente che, per il pregresso, continua a manifestarsi «una forte resistenza» da parte di alcuni operatori a rispettare le indicazioni della sentenza europea.

È un aspetto che trova conferma dalla banca dati dello stesso ABF, da cui risulta che, a fronte di 2.380 pronunce pubblicate dall’arbitro nel 2025, gli inadempimenti pubblicati sono stati 3.941. La disparità nei numeri si spiega probabilmente con un effetto di trascinamento degli inadempimenti decisi nel 2024 e pubblicati l’anno successivo.

Per tornare alla rilevazione trimestrale dell’ABF, l’aumento dei ricorsi ricevuti è il risultato dell’aumento delle controversie sui conti correnti, passate dal 12 al 16 per cento del totale, di quelle relative ai bonifici (dall’8 al 13 per cento) e alle carte di credito (dal 7 all’8 per cento). I ricorsi relativi ai mutui sono raddoppiati ma, nel complesso, si mantengono a un livello relativamente contenuto (4% del totale).

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