Mutui, domanda in ripresa: +12% nel 2025 grazie a tassi più favorevoli

L’analisi CRIF evidenzia un ritorno della domanda familiare, con importi medi in crescita e una forte spinta dalle surroghe

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Nel 2025 la domanda di mutui delle famiglie italiane è tornata a crescere con un andamento sostenuto, registrando un incremento medio annuo del +12%, secondo l’analisi CRIF basata sui dati del Sistema di Informazioni Creditizie EURISC.

Il dato mensile più elevato è stato registrato a gennaio 2025, con un balzo del +26,8%, in un periodo di espansione che ha caratterizzato la seconda parte del 2024 e l’inizio del 2025, seguito da un progressivo rallentamento della crescita. La dinamica è stata favorita dalle condizioni di offerta più favorevoli, in particolare grazie ai tassi di riferimento della BCE, che hanno riattivato progetti di lungo periodo, tipicamente legati all’acquisto della casa.

A sostenere il mercato è stata anche la forte attività di surroga, cresciuta del +37,3% nel periodo gennaio-settembre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale della volontà delle famiglie di ridurre l’onere della rata nei mutui contratti in epoche di tassi più elevati. Anche l’importo medio richiesto è aumentato, segnando un +3,4% e attestandosi a 153.379 euro. In dicembre il valore medio è stato tra i più alti dell’anno, a 155.504 euro, mentre a giugno si è registrato un livello simile (155.107 euro).

La domanda si concentra principalmente nelle fasce di importo tra 100.000 e 150.000 euro (31,0% del totale) e tra 150.000 e 300.000 euro (30,6%), con una quota più contenuta per importi superiori a 300.000 euro (5,5%). Per quanto riguarda la durata, quasi la metà delle richieste si colloca nella fascia 25-30 anni (42,4%), mentre oltre il 6% opta per durate superiori ai 30 anni, a conferma di una preferenza per soluzioni che diluiscano l’impegno mensile. Sul piano anagrafico, oltre un richiedente su due ha un’età compresa tra 25 e 44 anni, mentre il 21,6% rientra nella fascia 45-54 anni.

Per il 2026, la previsione di CRIF è che, pur con una politica monetaria della BCE meno espansiva, il consolidamento finanziario delle famiglie possa sostenere una domanda ancora positiva, seppur più prudente. Come sottolinea Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, «la qualità del credito rimarrà buona, con indicatori di rischio contenuti», e la resilienza del sistema creditizio continuerà a essere un elemento fondamentale per la stabilità del Paese.

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