Nel quarto trimestre del 2025 le liquidazioni giudiziali in Italia hanno toccato quota 2.843, leggermente in calo dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma il dato annuale conferma un trend in crescita: 9.795 procedure contro le 9.162 del 2024 e le 7.651 del 2023. Secondo l’analisi CRIBIS, la ripresa dei fallimenti segue la fine dei sostegni straordinari introdotti durante la pandemia e riflette l’impatto dei tassi più alti e del costo del denaro sulla tenuta finanziaria delle imprese.
La Lombardia rimane la regione più colpita con 627 liquidazioni, seguita da Lazio e Piemonte, mentre Valle d’Aosta, Molise e Basilicata registrano numeri minimi. Per settori, il Commercio guida le difficoltà con 852 procedure, seguito da Edilizia (651) e Servizi (630), mentre l’Industria conta 457 casi.
Parallelamente cresce l’uso di strumenti di regolazione della crisi: i concordati preventivi sono stati 133 nel trimestre, segnando un +75% rispetto al Q4 2024, con un totale annuo di 446 procedure, il più alto dal 2021.
Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS, sottolinea come il ritorno a livelli pre-pandemia evidenzi le fragilità delle imprese e l’importanza di monitorare costantemente la solidità dei partner commerciali per prevenire il rischio di credito.
In questo contesto, la gestione dei crediti deteriorati e la qualità del credito diventano elementi chiave per banche e fornitori, mentre l’applicazione del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza facilita percorsi di risanamento e composizione negoziata, offrendo strumenti concreti per ridurre l’esposizione ai crediti problematici.
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