Factoring in crescita nel 2025: turnover a 289 miliardi e strumenti per liberare credito alle imprese

Assifact propone cinque misure a costo zero per sostenere le PMI e migliorare la gestione dei crediti commerciali

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Il factoring conferma la sua traiettoria positiva in Italia anche nel 2025, chiudendo l’anno con un turnover cumulativo di 289,1 miliardi di euro, in crescita del 3,83% rispetto al 2024, con un dicembre particolarmente dinamico a +6%. I dati Assifact evidenziano segnali incoraggianti anche per gli outstanding e gli anticipi, con un incremento di circa l’1%, confermando la solidità di questo strumento nel supporto alla liquidità delle imprese.

Nonostante il factoring rappresenti già il 13% del Pil e coinvolga 32 mila aziende, l’associazione sottolinea come vi siano ampi margini di crescita, proponendo cinque interventi a costo zero per facilitare l’utilizzo dei crediti commerciali e liberare risorse per investimenti e occupazione.

Tra le misure: l’adeguamento delle regole di vigilanza alla natura del credito commerciale, con allungamento dei termini prima della classificazione come deteriorato; requisiti patrimoniali proporzionati al rischio reale; certezza giuridica in caso di crisi d’impresa; superamento delle clausole che vietano la cessione dei crediti; semplificazione delle operazioni con la Pubblica Amministrazione, anche tramite digitalizzazione. Secondo Assifact, questi interventi non solo favoriscono l’accesso al factoring per le PMI, ma contribuiscono a ridurre l’incertezza legata ai crediti deteriorati e a migliorare la qualità complessiva del credito, rendendo più efficiente il ciclo dei pagamenti e aumentando la resilienza delle imprese.

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