Europa: Bce cauta su redditività delle banche

Intervista a MF del capo della vigilanza Claudia Buch

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Claudia Buch, presidente del Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea. (Foto credits: Frank Rumpenhorst. Fonte: Deutsche Bundesbank)

Nonostante gli ottimi risultati e gli utili realizzati, la Bce è però molto cauta sulla redditività futura delle banche europee. In un’intervista pubblicata da MF, Claudia Buch, presidente della Vigilanza Bce, ha espresso le sue preoccupazioni. I timori sono legati soprattutto al contesto esterno agli istituti di credito, quindi innanzitutto a possibili cambiamenti nello scenario macro. Inoltre, Francoforte ritiene che i mercati non considerino i rischi e incorporino ancora prospettive molto positive sull’economia. Perciò la Vigilanza vuole che le banche siano pronte anche a scenari avversi. In tal senso la Bce ha avviato un’indagine sugli standard di concessione del credito e sta lavorando a stress test sui rischi geopolitici. «Dobbiamo essere molto cauti nel proiettare nel futuro i buoni risultati che stiamo vedendo ora», ha detto Buch.

«Stiamo dicendo alle banche che devono essere prudenti nella valutazione della redditività e nella pianificazione del capitale. Dovrebbero considerare l’opportunità offerta dalla buona redditività per investire nella resilienza a lungo termine in termini di capitalizzazione, Ict e capacità operativa». Queste considerazioni valgono anche per la programmazione di dividendi e buyback: «Le banche devono valutare l’interesse legittimo degli azionisti a ricevere payout rispetto alle riserve che le banche vogliono avere in relazione a potenziali rischi futuri».

In tema di Npl, i crediti deteriorati hanno raggiunto quasi il livello più basso dell’ultimo decennio dell’Unione bancaria. «Abbiamo iniziato con il 7-8% dei prestiti e ora siamo scesi a circa il 2%», ha detto Buch, che però ha anche indicato «alcune sacche nel settore degli immobili commerciali e dei prestiti alle Pmi in cui stiamo assistendo a piccoli aumenti dei non-performing loan». Guardando al futuro, «stiamo valutando attentamente le pratiche di prestito delle banche», ha aggiunto.

In particolare, la Bce ha avviato un’indagine per raccogliere dati dalle banche sui loro criteri di erogazione dei finanziamenti, per esempio in termini di rapporti loan-to-value o debt service-to-income. La Vigilanza, ha osservato Buch, vuole un processo «snello e proporzionato», tale da non causare riduzioni dei prestiti. Nel frattempo proseguiranno i lavori per lo stress test di quest’anno che sarà inverso: le banche dovranno indicare uno scenario geopolitico nel quale possono perdere il 3% di capitale. L’obiettivo è soprattutto quello di rendere più consapevoli le banche sui rischi. Gli istituti, secondo le priorità della supervisione Bce, dovranno inoltre fare particolare attenzione alla resilienza operativa e ai rischi cyber: in questi ambiti, secondo Buch, ci sono in alcune banche «aree di miglioramento».

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