Aifi accoglie positivamente la riforma Tuf e l’introduzione di un registro per i gestori sottosoglia

La novità allinea il quadro normativo italiano alla direttiva europea AIFM e favorisce l’ingresso di nuovi operatori nel mercato del private capital. L’associazione avvia un tavolo per definire regole di autoregolamentazione

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Il consiglio direttivo di AIFI ha valutato positivamente la riforma del Testo Unico della Finanza (in via di approvazione in Parlamento), sottolineando l’attenzione del legislatore verso il settore del private capital e il complesso set di modifiche proposte.

Tra le principali novità, l’introduzione di un regime di registrazione per i gestori sottosoglia allinea il contesto regolamentare italiano a quello europeo previsto dalla Direttiva AIFM, favorendo la semplificazione organizzativa e della compliance. In discussione sono soggetti con attivi in gestione inferiori a 500 milioni di euro (qualora operino senza fare ricorso alla leva finanziaria e non consentano agli investitori l’esercizio del diritto di rimborso per 5 anni dopo l’investimento iniziale) o a 100 milioni (in mancanza delle predette condizioni).

Il nuovo Tuf ha previsto per loro una sostanziale deregolamentazione. Potranno operare – ha ricordato il nuovo direttore generale di Banca d’Italia, Paolo Angelini, in un recente intervento – «secondo regole molto semplificate, subordinatamente a una mera registrazione. In sintesi, viene meno per questi intermediari una vigilanza di tipo micro-prudenziale e di trasparenza e correttezza». In Italia, al 31 dicembre 2024, i gestori sottosoglia erano circa 40 su un totale di 100 SGR specializzate in fondi mobiliari chiusi, secondo la relazione annuale di Banca d’Italia. La registrazione – a giudizio di AIFI – dovrebbe facilitare l’ingresso di nuovi team di gestione concentrati sulle fasce di raccolta più basse, capaci di sostenere start up e PMI, tessuto fondamentale del sistema imprenditoriale nazionale.

«AIFI avvia dunque un tavolo sull’autoregolamentazione, dedicato proprio a questi gestori, con l’obiettivo di definire una base comune di condotte operative, valide per tutto il mercato, e allinearle alle migliori best practice internazionali», dichiara in una nota Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI, aggiungendo che tale iniziativa mira a favorire la crescita del mercato e nuove collaborazioni anche a livello internazionale.

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