TIR.X, TIR.COST e costo effettivo del credito: quando il tempo fa la differenza

Trasparenza, usura e convenzioni di calcolo: perché il fattore tempo incide sul costo del credito

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Nel contenzioso bancario e nell’attività di consulenza tecnica, la ricostruzione del costo effettivo di un finanziamento è spesso il nodo centrale della controversia. In questo ambito, gli indicatori TIR.X e TIR.COST, comunemente utilizzati nei fogli di calcolo Excel, rappresentano strumenti fondamentali per andare oltre i tassi nominali e comprendere il reale impatto economico di un’operazione di credito.

Dal TAEG alla soglia d’usura, passando per Excel: quando il modo di contare i giorni cambia la lettura giuridica ed economica di un finanziamento.

Partiamo dal principio. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è la misura che dovrebbe dire tutta la verità sul costo di un finanziamento: non solo gli interessi, ma anche spese, commissioni e ogni onere accessorio. Dal punto di vista matematico, il TAEG si basa sul TIR (Tasso Interno di Rendimento), quel tasso che rende uguale a zero il valore attuale netto dei flussi di cassa. In altre parole: il TIR è il tasso che “bilancia i conti” tra quanto ricevi oggi e quanto restituisci domani, tenendo conto del fatto che un euro oggi vale più di un euro tra un anno.

Nella pratica operativa, quella dei consulenti tecnici d’ufficio che quotidianamente ricostruiscono rapporti bancari con Excel, il TIR si calcola in due modi diversi. La funzione TIR.COST è utilizzata quando i flussi finanziari seguono una cadenza regolare, mentre la funzione TIR.X trova applicazione nei casi in cui i flussi non sono equidistanti nel tempo. In quest’ultimo caso, è necessario indicare le date effettive di ciascun movimento, così da riflettere fedelmente la dinamica temporale del rapporto.

Chi lavora con Excel sa bene che queste due funzioni producono risultati diversi. Dietro questa divergenza si nasconde un problema fondamentale: come si misura il tempo? Ed eccoci al cuore tecnico della questione. Esistono diverse convenzioni di conteggio dei giorni, tra cui ACT/365 (giorni effettivi su base annua civile), ACT/360, 30/360 (anno commerciale) e ACT/ACT. TIR.X utilizza una logica ACT/365, valorizzando le date reali dei flussi. TIR.COST, invece, si basa su un anno commerciale 30/360, presupponendo una periodicità convenzionale. Il risultato? A parità di flussi finanziari, i due metodi producono tassi diversi.

L’ordinamento non individua espressamente quale indicatore debba essere utilizzato in via generale. Tuttavia, un punto di riferimento può essere rinvenuto nell’art. 821 c.c., secondo cui “i frutti civili si acquistano giorno per giorno, in ragione della durata del diritto”. La norma esprime un principio di maturazione temporale continua dei proventi, che costituisce un criterio interpretativo rilevante nella ricostruzione economica dei rapporti di credito.

Al contempo, la normativa in materia di trasparenza, a partire dal DM 8 luglio 1992 e successive modifiche, prevede che nel calcolo del TAEG gli intervalli di tempo siano espressi in anni o frazioni di anno, assumendo mesi di durata convenzionalmente identica. Tale impostazione risponde all’esigenza di garantire confrontabilità tra offerte di finanziamento, indipendentemente dal momento della stipula.

Alla luce di questo quadro, TIR.X e TIR.COST non si pongono come strumenti alternativi in senso assoluto, ma come modalità di calcolo coerenti con differenti finalità. Il TIR.COST risponde all’esigenza di standardizzazione richiesta dalla disciplina della trasparenza, mentre il TIR.X consente una ricostruzione puntuale della dinamica temporale effettiva dei flussi finanziari.

Nelle verifiche tecniche, la scelta dell’indicatore più appropriato dipende quindi dal parametro giuridico di riferimento e dall’obiettivo dell’analisi, che può essere orientata alla comparazione informativa, alla ricostruzione economica del rapporto o alla valutazione del costo effettivamente applicato.

In questo senso, nel contenzioso bancario, il tema centrale non è tanto la scelta “corretta” tra TIR.X e TIR.COST, quanto la consapevolezza dei presupposti metodologici sottesi a ciascun indicatore. Un’analisi tecnica rigorosa richiede di esplicitare la convenzione temporale adottata, di motivare la scelta dello strumento di calcolo e di collegarla in modo coerente al profilo giuridico oggetto di valutazione. Perché, nella ricostruzione del costo del credito, il modo in cui si misura il tempo può incidere sul risultato finale.

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