Banco Desio ha deciso di passare al sistema monistico di corporate governance con l’intento di «superare alcune inefficienze riscontrabili nei sistemi di amministrazione e controllo caratterizzati dalla presenza di un organo di controllo distinto, nonché di favorire una più stretta integrazione tra la funzione di gestione e quella di controllo». Lo sottolinea la relazione illustrativa alla prossima assemblea straordinaria della banca che, il prossimo 13 marzo, avrà all’ordine del giorno il cambiamento nella sua struttura di governo societario e i connessi mutamenti statutari.
Il sistema monistico di governance, tipico delle società anglosassoni, si caratterizza per l’esistenza di un unico organo che contempla le funzioni di gestione e di controllo, mentre il sistema di governance tradizionale in Italia separa la funzione di gestione, affidata al cda, da quella di controllo cui provvede il collegio dei sindaci. La scelta del monistico, del resto, riflette un trend in corso anche nei grandi giganti del credito. A fare da apripista, nel 2016, è stata Intesa Sanpaolo e nel 2023 anche l’altra grande banca italiana, UniCredit, si è allineata al sistema anglosassone di governo societario.
In vista del rinnovo del Cda previsto alla prossima assemblea ordinaria – spiega la relazione di Banco Desio – la società aveva avviato un processo interno finalizzato a valutare e discutere la possibile modifica ed è giunta a raccomandare il cambiamento ai propri azionisti. Tra le modifiche che verranno proposte all’assemblea c’è la decisione di istituire, nell’ambito del cda, un Comitato per il Controllo sulla Gestione (CCG) che assorbirà le competenze prima affidate ai sindaci. «La proposta di adozione del modello di amministrazione e controllo monistico si inserisce nel più ampio progetto di evoluzione della governance societaria della Banca, volto a perseguire obiettivi di efficienza ed efficacia del sistema di amministrazione e controllo, muovendo dalla convinzione che la possibilità di ricondurre in capo a un unico organo, il Consiglio di Amministrazione, le funzioni di supervisione strategica e di controllo, riducendo le asimmetrie informative e favorendo una circolazione immediata e completa delle informazioni tra gli organi delegati, il Consiglio stesso e il CCG, possa contribuire allo sviluppo di una struttura di governance particolarmente efficiente».
Le modifiche della governance si inseriscono in un quadro operativo della banca in pieno movimento. Ieri l’istituto di credito, che ha chiuso i conti del 2025 con un utile netto consolidato di 127,3 mln (+0,3%), ha comunicato che il nuovo servizio denominato «Anticipo Transato POS Digitale», lanciato nel 2024 assieme alla fintech milanese Cashberry, sta andando a gonfie vele. Lo scorso anno è aumentato del 220% il numero delle aziende che si sono servite di questa forma di finanziamento riservata alle imprese che hanno un conto corrente presso Banco Desio e che ricevono gli incassi dai propri clienti attraverso un POS. Sulla base degli incassi realizzati l’anno precedente attraverso il POS, la banca lombarda concede un credito (fino al massimo di un anno) rimborsabile con una trattenuta sui medesimi incassi POS futuri.
«La diffusione dell’Anticipo Transato POS conferma la nostra capacità di sviluppare soluzioni coerenti con le esigenze dei nostri clienti – ha commentato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di Banco Desio – L’interesse generato dallo strumento e i risultati in termini di efficacia dimostrano come la digitalizzazione, unita alla nostra profonda conoscenza del cliente e del territorio, rappresenti un fattore chiave per supportare la gestione finanziaria degli imprenditori».
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