L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) comunicherà mensilmente alle amministrazioni pubbliche di provenienza l’andamento delle riscossioni per i crediti ricevuti in gestione. Lo dispone – come riportato da Il Sole 24 Ore – un decreto firmato dal direttore generale del Dipartimento delle Finanze, nello stabilire che l’ADER, entro la fine di ogni mese, dovrà inviare per via telematica a tutti i creditori, come l’INPS o i Comuni, un resoconto totale.
Questo flusso di dati riguarda le singole quote che gli sono state affidate e i soldi effettivamente incassati nel mese precedente. Si passerà quindi da una comunicazione sporadica a un vero e proprio tracciamento mensile. Il provvedimento intende così mettere pressione a un’attività di recupero che non sta dando i risultati sperati, se il magazzino dei crediti dello Stato ha superato un ammontare di 1.400 miliardi (dati di inizio 2025).
L’attuazione della delega fiscale ha già disposto quello che tecnicamente viene definito discarico automatico, un meccanismo che scatta dopo cinque anni di tentativi falliti. Se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non riesce a incassare le somme entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell’affidamento, deve restituire il debito all’ente che lo aveva originato. Questo serve, appunto, a evitare che il magazzino dei crediti continui a gonfiarsi all’infinito con posizioni che ormai non hanno più alcuna prospettiva di recupero.
Al riguardo, il decreto delle Finanze dispone ora che dovranno essere «separatamente evidenziate le quote affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione a decorrere dal 1° gennaio 2025 e temporaneamente escluse dal discarico automatico». Essenzialmente – spiega il giornale – il provvedimento indica due macrotipologie di situazioni che richiedono un’indicazione distinta.
Da un lato, il caso in cui, al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di affidamento, risulta sospesa la riscossione o sono ancora pendenti procedure esecutive (ad esempio, un pignoramento immobiliare o un pignoramento presso terzi) o concorsuali (come, tra gli altri, una liquidazione giudiziale) finalizzate a ottenere i crediti nei carichi.
Dall’altro lato, il caso – con più articolazioni – in cui, tra la data di affidamento e il 31 dicembre del quinto anno successivo, sono stati conclusi accordi in base al codice della crisi di impresa e dell’insolvenza o siano stati attivati piani di pagamento dilazionati (le rateizzazioni) o conseguenti all’applicazione di «istituti agevolativi previsti per legge». Un riferimento che sembra – conclude il Sole – includere i pagamenti previsti per definizioni agevolate, come ad esempio le rottamazioni.
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