Nel mese di maggio è aumentato del 7% negli Stati Uniti il numero dei fallimenti. L’incremento – secondo le rilevazioni periodiche di ABI ed Epiq – è imputabile soprattutto al segmento delle insolvenze individuali. Quanto alle società, l’andamento dei default è in marginale diminuzione, sebbene per le piccole imprese si registri un incremento del 36%.
«I dati di maggio riflettono un aumento continuo ma moderato dell’attività fallimentare, in particolare tra le piccole imprese», ha affermato Michael Hunter, vicepresidente di Epiq AACER, la società che ha fornito i dati sui fallimenti. «Questa tendenza evidenzia l’impatto cumulativo di tassi di interesse elevati, inflazione persistente e costi operativi più alti. Poiché l’accesso al credito a condizioni vantaggiose rimane limitato, sempre più imprese e consumatori si rivolgono a strumenti di ristrutturazione per stabilizzare e riorganizzare la propria situazione finanziaria».
In un report pubblicato a maggio, S&P Global aveva avvertito che il numero di dichiarazioni di fallimento sarebbe potuto aumentare nei mesi successivi, indicando come cause «pressioni inflazionistiche, prezzi elevati del carburante e altre incertezze macroeconomiche, in gran parte legate alla guerra in Medio Oriente».
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