L’andamento dei fallimenti in Usa ha registrato ad agosto un andamento opposto per grandi e piccole imprese. Per le prime i default sono risultati in diminuzione, a differenza di quello che è accaduto per le PMI.
Secondo i dati di S&P Global Market Intelligence sono state registrate ad agosto 49 istanze di fallimento per grandi imprese, il numero più basso da aprile. I dati della società di rating includono società quotate con almeno 2 milioni di dollari di attività o passività, nonché società non quotate con almeno 10 milioni di dollari di attività o passività.
Nei tre mesi precedenti, le dichiarazioni di fallimento avevano superato quota 70, mostrando un trend tra i più attivi dal 2020. Le aziende con un maggiore livello di indebitamento, ha spiegato S&P in una nota, «hanno continuato a confrontarsi con un contesto di tassi d’interesse in continua evoluzione. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 19 mesi ad agosto, mentre il rendimento dei titoli a 30 anni ha toccato il massimo degli ultimi 19 anni. Entrambi i rendimenti dei titoli del Tesoro influenzano i costi di finanziamento delle imprese. I mercati continuano inoltre a escludere un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense quest’anno, mentre le aspettative di un rialzo dei tassi sono aumentate dopo la pubblicazione di un rapporto sull’occupazione di agosto migliore del previsto».
Nei giorni precedenti l’Epiq e l’American Bankruptcy Institute (ABI) avevano pubblicato il loro report mensile sull’andamento generale dei default nel mese di agosto, che mostrava appunto un trend differente, con un aumento delle dichiarazioni di fallimento per le piccole aziende del 63% rispetto all’anno precedente. Nel complesso, nel corso del mese sono state presentate 52.007 istanze di fallimento, con un aumento dell’8% rispetto ad agosto 2025 (47.965). Il grosso di questo aggregato è rappresentato da dichiarazioni individuali (49.377, +9%).
«Le continue pressioni sui costi, i mercati del credito restrittivi e la persistente incertezza geopolitica continuano a creare difficoltà per i consumatori e le piccole imprese in difficoltà economica», ha affermato Amy Quackenboss, direttrice esecutiva dell’ABI.
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