HomeDal Mondo degli NPEEsteriGermania, ritardi nei pagamenti ai massimi dal 2019 nonostante la ripresa dell’economia

Germania, ritardi nei pagamenti ai massimi dal 2019 nonostante la ripresa dell’economia

L’indagine Coface rileva ritardi nel pagamento per l’82% delle imprese tedesche. Cresce anche il rischio di insolvenza, mentre le aziende accorciano i termini concessi ai clienti

La ripresa dell’economia tedesca e il miglioramento delle aspettative delle imprese non si sono ancora tradotti in un miglioramento dei comportamenti di pagamento. Secondo la decima indagine annuale di Coface, gruppo internazionale specializzato nell’assicurazione del credito commerciale, nella gestione e prevenzione del rischio di credito, nelle informazioni commerciali e nel recupero dei crediti, l’82% delle 503 imprese tedesche intervistate ha registrato ritardi nei pagamenti nell’ultimo anno. È la quota più alta dal 2019.

Il dato arriva mentre le imprese stanno riducendo i termini concessi ai clienti per proteggere la liquidità. La durata media dei ritardi è scesa da 31,8 a 30,2 giorni, ma anche i termini medi di pagamento si sono accorciati, passando da 32,5 a 30,6 giorni, il livello più basso dal 2017.

Le difficoltà finanziarie dei clienti restano la principale causa dei ritardi. Cresce però anche il rischio che le tensioni si propaghino lungo le filiere: il 33% delle aziende indica infatti tra i problemi dei propri clienti i ritardi subiti a loro volta da questi ultimi, contro il 23% rilevato un anno prima.

Sul fronte dei crediti scaduti, il 15% delle imprese dichiara che i pagamenti arretrati da sei a 24 mesi rappresentano almeno il 2% del fatturato annuo. La situazione appare particolarmente delicata per le aziende di minori dimensioni. Anche le insolvenze continuano a crescere. Dopo l’aumento registrato dal 2022, Coface prevede per la Germania un ulteriore incremento del 5% nel 2026, con un rischio di credito destinato a restare elevato anche nel 2027.

Le differenze tra i settori sono marcate. Nell’automotive il ritardo medio è salito a 45 giorni, contro i 32,1 del 2025. Carta e packaging presentano invece una media di 19,5 giorni.

«I dati sui pagamenti in Germania restituiscono un quadro ancora complesso: la ripresa dell’economia non si è ancora tradotta in un miglioramento concreto per le imprese, che continuano a confrontarsi con ritardi diffusi e un livello elevato di insolvenze», ha commentato Pietro Vargiu, Country Manager Coface Italia.

Per il 2027 emerge comunque un maggiore ottimismo. Il 25% delle imprese prevede condizioni di business più favorevoli, contro il 15% che si aspetta un peggioramento. Il mercato interno resta quello considerato più promettente: il 74% delle aziende lo indica tra le principali opportunità.

Più debole appare invece l’attrattività di Stati Uniti e Cina. Gli Usa sono indicati dal 4% delle imprese, contro il 9% del 2025 e il 15% del 2024; la Cina scende all’1%. Tra i principali ostacoli alla crescita vengono indicati il contesto operativo in Germania, con costi e burocrazia, la debolezza della domanda interna e l’incertezza politica.

La possibile accelerazione del Pil tedesco potrebbe favorire un miglioramento dei pagamenti nel prossimo anno. Restano però le pressioni derivanti dai costi energetici e salariali, dalle condizioni di credito più restrittive e dalle difficoltà strutturali del modello economico tedesco. Per Coface, il rischio di ritardi e mancati pagamenti resterà quindi elevato anche nel 2027.

Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/

ARTICOLI CORRELATI

ALTRO DALLA CATEGORIA