Le evidenze del primo semestre 2026 descrivono un sistema produttivo prudente negli investimenti e nella gestione finanziaria, mentre si consolida il ricorso agli strumenti di regolazione della crisi. Pianificazione finanziaria e soluzioni per il capitale circolante assumono quindi un ruolo importante nei percorsi di risanamento.
Un sistema produttivo tra resilienza e prudenza
Secondo l’indagine Confapi su 2.000 imprese associate, il 61% ha registrato una produzione stabile o in diminuzione e il 64% un andamento analogo degli ordinativi. Sul fronte dei ricavi, il 33% segnala una contrazione, il 28% stabilità e il 39% un incremento.
La prudenza riguarda anche gli investimenti: il 52% delle imprese non ne ha effettuati di nuovi, mentre il 48% è intervenuto principalmente per sostenere competitività, innovazione e ammodernamento produttivo.
Accesso al credito e gestione della liquidità
Nel primo semestre 2026, il 66% delle imprese non ha richiesto nuovi finanziamenti bancari e il 56% ha fatto ricorso all’autofinanziamento. Tra le motivazioni per non ricorrere al credito figurano tassi di interesse, garanzie richieste e aspettative di una valutazione negativa.
Centrale resta la gestione del capitale circolante: il disallineamento tra pagamenti, costi e incassi può generare tensioni di liquidità anche in imprese con prospettive industriali sostenibili.
Le procedure di crisi
Secondo l’Osservatorio Unioncamere-InfoCamere, nel primo semestre 2026 le liquidazioni giudiziali sono state 5.230, contro 5.286 nel 2025 e 4.222 nel 2024. Le domande di concordato preventivo sono scese da 511 a 451, mentre gli accordi di ristrutturazione sono rimasti stabili.
La composizione negoziata continua invece a crescere, con 897 istanze rispetto alle 875 del 2025 e alle 454 del 2024. Una dinamica che può riflettere anche una maggiore conoscenza degli strumenti disponibili.
La composizione negoziata e le prospettive di risanamento
La composizione negoziata favorisce l’emersione anticipata delle difficoltà e la ricerca di soluzioni condivise. Le prospettive di risanamento dipendono tuttavia dalla sostenibilità economico-finanziaria dell’impresa, dalla credibilità del piano e dalla possibilità di raggiungere accordi con i soggetti coinvolti.
Individuare tempestivamente gli squilibri consente quindi di intervenire quando esistono ancora alternative industriali e finanziarie praticabili.
Il ruolo della finanza specializzata
Nei percorsi di risanamento, un piano industriale credibile deve essere accompagnato da un’attenta gestione dei flussi finanziari e del capitale circolante. Il factoring può contribuire anticipando la monetizzazione dei crediti commerciali.
L’esperienza di Generalfinance, specializzata nel factoring e nel finanziamento del capitale circolante anche per imprese in difficoltà finanziaria, evidenzia l’importanza di valutare qualità dei crediti, ciclo operativo e sostenibilità delle prospettive industriali.
Nei percorsi di composizione negoziata e ristrutturazione, soluzioni finanziarie coerenti possono sostenere l’operatività nelle fasi di riequilibrio, in presenza delle necessarie condizioni economiche e giuridiche e attraverso il coordinamento tra operatori finanziari, advisor e professionisti.
Una sfida di competitività e continuità industriale
Rafforzare la pianificazione finanziaria, individuare tempestivamente gli squilibri e favorire il dialogo tra imprese, creditori e professionisti è essenziale. Per le aziende con prospettive sostenibili, una gestione efficace del capitale circolante può contribuire ai percorsi di risanamento, salvaguardando continuità produttiva, relazioni commerciali e valore industriale.



