POCI, GARANZIA PUBBLICA E PIANO ATTESTATO: IL FRAMEWORK OPERATIVO DELLA BANCA INVESTITRICE NEL CICLO MATURO
Il mercato italiano dei crediti deteriorati è entrato in una fase nuova. Lo stock di NPE nei bilanci bancari si è ridotto da 341 miliardi di euro nel 2015 a 51 miliardi a fine 2024 (PwC, ottobre 2025). Le grandi cessioni massive sono sostanzialmente concluse. È un cambio di paradigma ben descritto nel corso dei principali eventi della credit industry degli ultimi anni: “le banche vogliono continuare a erogare credito, ma non vogliono più tenersi tutto il rischio a bilancio”. Il derisking non è più un evento straordinario — è un processo permanente e selettivo.
Ma i crediti deteriorati non si sono solo ridotti: si sono spostati — dai bilanci bancari verso gli investitori, e da lì verso un mercato secondario in crescita strutturale. È in questo contesto che si è consolidato il modello della banca investitrice: un soggetto vigilato che acquista crediti deteriorati di terzi come parte delle proprie attività core. Non è un’anomalia: è un’evoluzione naturale del modello bancario.
Questo articolo ne dettaglia il funzionamento: le asset class su cui la banca investitrice ha un vantaggio strutturale, la logica che guida la selezione, e perché il piano di risanamento entra direttamente nel calcolo del prezzo sostenibile.
Il framework contabile: POCI come bussola di selezione
Il punto di partenza è l’IFRS 9. Quando una banca acquista un credito che era già deteriorato presso il cedente, quel credito entra in bilancio come POCI — Purchased or Originated Credit Impaired, ai sensi dell’Appendice A dell’IFRS 9. Il meccanismo è preciso: la banca iscrive l’asset al prezzo pagato, senza costituire un fondo ECL iniziale (il deterioramento già esistente è incorporato nello sconto). Da quel momento però è tenuta ad accantonare ogni peggioramento rispetto alle aspettative incorporate nel prezzo di acquisto.
Questo non è un vincolo, è una bussola che indica dove investire. Le asset class su cui la banca investitrice ha un vantaggio strutturale sono esattamente quelle in cui la perdita attesa lifetime è bassa o prevedibile: crediti assistiti da garanzia pubblica, UTP con percorso di risanamento credibile.
Il framework POCI non limita la banca investitrice: le dice dove il rendimento risk-adjusted è superiore. La selezione è la strategia.
La garanzia pubblica: vantaggi contabili, patrimoniali e regolamentari
La prima e più efficiente asset class per una banca investitrice è quella dei crediti assistiti da garanzia pubblica. La ragione sta nella definizione stessa di perdita attesa sotto IFRS 9: l’Appendice A chiarisce che il credit loss è la differenza tra i flussi contrattuali dovuti e i flussi che l’entità si aspetta effettivamente di ricevere, includendo esplicitamente i flussi derivanti dall’escussione di garanzie. Con una copertura pubblica, il cash flow atteso dalla garanzia comprime significativamente la perdita attesa netta.
Nella nostra esperienza in Solution Bank, questa riflessione rende i crediti garantiti pubblici la classe con il miglior profilo risk-adjusted del mercato NPL per una banca. Il rendimento è potenzialmente inferiore rispetto a crediti unsecured, ma la sostenibilità patrimoniale dell’investimento è strutturalmente superiore.
I crediti assistiti da garanzia pubblica SACE sono inoltre esclusi dal perimetro del calendar provisioning: non maturano scadenze automatiche di accantonamento crescenti nel tempo, a differenza di qualsiasi altro credito deteriorato in portafoglio. Il profilo di rischio regolamentare non peggiora per effetto del semplice trascorrere del tempo.
È un vantaggio che acquisisce rilievo crescente. Le recenti linee guida BCE indirizzate alle autorità nazionali di vigilanza estendono aspettative di copertura analoghe a quelle delle banche significative anche alle LSI sui crediti con elevata anzianità — inclusi quelli originati prima dell’aprile 2019 — con un periodo transitorio fino a fine 2028. Man mano che queste aspettative si consolidano, la differenza tra un credito garantito e uno non garantito in portafoglio diventa più marcata sul piano regolamentare.
Gli UTP e il piano di risanamento come variabile di pricing
La seconda asset class su cui la banca investitrice ha interesse all’acquisto è quella degli UTP — Unlikely to Pay — accompagnati da un percorso di risanamento credibile. Qui il meccanismo è diverso ma altrettanto puntuale, ed è basato anche sulla capacità di accompagnare il debitore verso il recupero con i tempi che il risanamento richiede.
La probabilità che il debitore torni performing abbassa la perdita attesa lifetime. Una perdita attesa più bassa significa minori accantonamenti, minor impatto sul conto economico e sul CET1, maggiore capacità di pagare un prezzo di acquisto più alto. In termini operativi: un piano di risanamento credibile e ben attestato entra direttamente nel calcolo dell’ECL forward-looking. Non è un adempimento formale. È informazione economica con valore misurabile.
Il volume Piani di Risanamento di Danovi e Panizza (IPSOA, 2ª ed., dicembre 2025) descrive cosa rende un piano credibile: diagnosi economica solida, analisi finanziaria verificabile, framework normativo rispettato. Sono esattamente i criteri che una banca investitrice usa come filtro: non si chiede se il piano soddisfa i requisiti dell’art. 56 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza — si chiede se le ipotesi reggono uno stress test, se il management è credibile, se i tempi del rientro in bonis sono realistici.
Quando in Solution Bank riceviamo la documentazione relativa a un UTP, la relazione dell’attestatore è il documento che leggiamo per primo. La qualità di quel documento determina la qualità del modello ECL che possiamo costruire. E la qualità del modello ECL determina il prezzo che possiamo offrire.
Il professionista attestatore non produce solo un documento legale e strategico: produce un input
contabile. La qualità del suo lavoro si traduce in maggior valore per il debitore.
Il modello operativo: non da soli
Acquistare crediti deteriorati come banca non significa farlo in autonomia su ogni asset class. Il modello che emerge come traiettoria strutturale della credit industry è quello della banca che sceglie dove stare nella filiera: acquisto diretto su crediti garantiti e UTP selezionati, forward flow con originator su flussi ricorrenti, co-investimento con SGR o fondi di private credit su posizioni più complesse, cartolarizzazioni con special servicer per ottimizzare il trattamento patrimoniale degli unsecured.
La riduzione dello stock NPE sul mercato primario non chiude opportunità: le sposta. Il mercato secondario cresce strutturalmente. I portafogli già acquisiti da investitori vengono riallocati verso operatori più specializzati. Il D.lgs. 116/2024, che recepisce la Direttiva UE 2021/2167, rende ogni trasferimento più fluido e tracciabile. Chi ha infrastrutture di analisi, relazioni con gli originator e una metodologia di pricing solida è avvantaggiato strutturalmente.
Solution Bank ha percorso questo cammino dall’interno: ha ridotto il proprio NPL ratio dal 30% al 7% tra il 2018 e il 2025 costruendo capacità di underwriting, cultura del credito e una metodologia di pricing che oggi le consente di stare sul mercato come investitrice su asset class selezionate. Il de-risking non è stato la fine del percorso. È stato l’inizio di un modello diverso.
Adela Kito
Head of Special Projects di Solution Bank, dove si occupa di progetti di sviluppo strategico della banca.
Solution Bank è una challenger bank specializzata in NPL e finanza strutturata.
Riferimenti normativi e fonti
IFRS 9 Financial Instruments (IASB), Appendice A — definizione POCI e credit loss. D.lgs. 14/2019 (CCII), art. 56 (piano attestato). Regolamento UE 575/2013 (CRR). D.lgs. 116/2024 (recepimento Direttiva UE 2021/2167). Regolamento UE 2019/630 (calendar provisioning). Linee guida BCE alle ANC sul calendar provisioning per LSI, 2025. PwC, The Italian NPE Market — The Great Beyond, ottobre 2025. A. Danovi, A. Panizza, Piani di Risanamento, IPSOA, 2ª ed., dicembre 2025.



