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Cassazione: credito imprudente, quando il finanziamento può essere nullo

La violazione delle regole di sana e prudente gestione può comportare un risarcimento, ma non invalida automaticamente il contratto. La nullità può configurarsi in presenza di ulteriori violazioni di norme penali

La violazione delle regole di sana e prudente gestione da parte di una banca non comporta automaticamente la nullità del finanziamento concesso a un’impresa in crisi. Con la sentenza n. 19264 dell’11 giugno 2026, la Prima Sezione civile della Corte di cassazione ha chiarito le conseguenze della violazione dell’articolo 5 del Testo unico bancario, come ricostruisce Il Sole 24 Ore.

La distinzione riguarda gli effetti giuridici della condotta dell’istituto. Se la banca viola le regole di prudenza, può essere chiamata a risarcire i danni causati, ma il contratto resta valido. La nullità, che incide invece sulla validità stessa del negozio, può configurarsi quando alla condotta imprudente si accompagnano violazioni di norme penali.

La controversia riguardava un finanziamento chirografario concesso nel giugno 2020 a una società a responsabilità limitata, nell’ambito degli interventi previsti dal decreto Liquidità e interamente garantito da Mediocredito Centrale. La banca aveva chiesto l’ammissione del credito al passivo della liquidazione giudiziale, ma i giudici di merito avevano respinto la domanda, dichiarando nullo il contratto.

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca, confermando il rigetto della domanda di ammissione al passivo, ma correggendo la motivazione: il finanziamento era stato utilizzato per coprire il saldo negativo di un conto presso lo stesso istituto, nonostante la crisi dell’impresa e i ripetuti sconfinamenti del fido. I giudici di merito avevano ravvisato anche elementi riconducibili a reati, tra cui la bancarotta semplice e l’indebita percezione di erogazioni pubbliche.

La sentenza chiarisce che la concessione imprudente del credito non rende di per sé nullo il contratto: la violazione delle regole prudenziali può comportare un risarcimento, mentre la nullità richiede ulteriori presupposti, come la violazione di norme penali.

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