AMCO apre una nuova sede a Roma. “Vogliamo supportare imprese e famiglie con progetti innovativi per aiutarli a tornare in bonis”

Andrea Munari, amministratore delegato e direttore generale di AMCO, è stato ascoltato in un'audizione dalla Commissione Finanze della Camera sul tema della gestione e recupero dei crediti deteriorati

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Andrea Munari, ceo Amco dal giugno 2023

AMCO – Asset Management Company inaugura un nuovo ufficio a Roma, la Capitale infatti è centro di molte attività di recupero crediti. Il suo amministratore delegato e direttore generale Andrea Munari l’ha annunciato in una recente audizione alla Camera, in Commissione Finanze, dove è stato ascoltato sul tema della gestione e recupero dei crediti deteriorati. “Inaugureremo a breve a Roma – ha chiarito l’ad – per stare vicini agli azionisti e perché nella Città Metropolitana di Roma, storicamente ci sono e ci sono state molte attività legate al recupero crediti”.

“La ricerca del personale – ha aggiunto – è molto più semplice in zona: ci sono attualmente impiegati 417 professionisti di età media 43 anni, assai più giovani della media dei lavoratori del sistema bancario, che si aggira sui 52 anni”. Munari ha sottolineato in particolare l’impegno della credit management company partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze di puntare sulla presenza femminile, attualmente presente nella società al 40%. “Sono molto focalizzato su questo e certamente stiamo facendo dei progressi”.

Un nuovo business plan

Nel corso del proprio intervento alla Camera dei deputati, Munari ha ripercorso i recenti sviluppi della società controllata dal Tesoro a partire dal suo insediamento, l’estate scorsa: “Ho preso le deleghe del Consiglio di amministrazione a luglio 2023. Amco – ha accennato – è nata per contenere gli impatti delle crisi bancarie e ha proseguito in continuità di mandato con la Società Gestioni Attivi, che era stata creata nel 1989 per la gestione della crisi del Banco di Napoli.

A partire dal 2018 ha preso in carico tutti gli attivi provenienti dalle crisi bancarie, in particolare le due banche venete, ma anche la Cassa di Risparmio di Genova, la Banca del Fucino, il Monte dei Paschi di Siena nel 2020 e la Popolare di Bari tra il 2022 2023. Inoltre, sono stati acquisiti altri portafogli dal precedente management”.

Quindi è arrivato a descrivere le novità recenti della società, con il recente cambio dell’organizzazione interna e l’aumento dei controlli: “Dall’inizio di quest’anno, d’accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, abbiamo lanciato un nuovo piano con il quale abbiamo ricalibrato la missione di AMCO riportandola al suo mandato originario: occuparsi solo di gestire attivi che sono nati dalle crisi bancarie. Il suo portafoglio è cresciuto fino ad arrivare a un totale di attivi di 36,4 miliardi nel 2022. Sono in prevalenza sofferenze bancarie e i cosiddetti UTP, cioè asset con una probabilità alta di default”.

“Nel 2023 – ha continuato Munari – abbiamo raggiunto i 34,7 miliardi, ma con il cambio di governance che vogliamo portare avanti, questi importi sono destinati a scendere. Secondo il Piano nel 2028 noi dovremmo arrivare a circa 26 o 27 miliardi. Di questi 34,7 miliardi una parte è nel bilancio di AMCO, una seconda parte è invece in service ed è rappresentata dagli asset delle due banche venete, le due liquidazioni coatte amministrative di Veneto Banca e Popolare Vicenza. Il portafoglio è per tre quarti costituito da crediti a imprese piccole e medie ed anche a grandi imprese mentre i crediti alle famiglie sono rappresentati da 128.000 posizioni (sia mutui residenziali sia prestiti al consumo, sia altre forme di finanziamento a persone fisiche)”.

Quindi l’amministratore delegato ha chiarito come la società abbia effettuato un cambio significativo di governance negli ultimi mesi, aumentando il numero di membri del Consiglio di amministrazione da tre a cinque, permettendo la costituzione dei Comitati Controlli e Rischi e Nomine e Remunerazioni e dando vita ad un cambio di management, decentralizzando le decisioni operative con un sistema di deleghe fino a certe soglie. Tutta questa riforma ha accelerato le attività di AMCO, ma serve ancora superare la lentezza burocratica che ostacola la risoluzione delle situazioni debitorie. Inoltre Munari si è soffermato sul nuovo sistema di controllo rigoroso che permette alla società di operare liberamente ma sotto stretta sorveglianza e ha riferito delle modifiche organizzative che sono state introdotte insieme ad un sistema di deleghe per velocizzare la gestione dei crediti in portafoglio, riducendo progressivamente il debito non assicurato da asset.

L’obiettivo, a suo dire, è modernizzare la governance di AMCO in linea con gli standard attuali. Il piano strategico 2024-2028 della società, mira a generare capitale per gli azionisti e liquidità per rimborsare il debito di circa 3,5 miliardi di euro, garantito implicitamente dallo Stato italiano.

Il ruolo sociale di AMCO

“È importante restituire a tutte le persone fisiche che alle imprese, una dignità finanziaria e la possibilità di avere accesso al credito”. Il nostro obiettivo è supportare imprese e famiglie anche con progetti innovativi a cui stiamo lavorando proprio per aiutarli a farli ritornare in bonis” ha concluso. AMCO a questo proposito si propone di aiutare le famiglie con mutui residenziali non performing a tornare in bonis, utilizzando anche tecnologie adottate in Paesi come Stati Uniti, Irlanda e Grecia. Lo scopo è che in due anni di pagamenti regolari, possano non comparire più nella Centrale rischi, ritrovando la propria dignità finanziaria.