Banche digitali in aiuto alle PMI dove mancano gli sportelli bancari

Parla Marzio Pividori, ceo di AideXa, che in cinque anni ha accordato oltre un miliardo di finanziamenti e che nel 2025 ha raggiunto il break even

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Marzio Pividori, Ceo di Banca AideXa

Le banche digitali stanno contrastando gli effetti della desertificazione degli sportelli bancari aiutando le PMI nell’ottenere finanziamenti. In Campania, in particolare, oltre la metà dei comuni non ha più sportelli sul territorio e negli ultimi 12 mesi altri 8 comuni si sono aggiunti alla lunga lista di quelli che ne sono privi. «Proprio in quelle aree stiamo crescendo maggiormente» spiega a Be Bankers Marzio Pividori, ceo di Banca AideXa, che ha appena partecipato a Napoli a un convegno sullo sviluppo delle piccole e medie imprese. «Dove c’è penuria di sportelli – aggiunge – c’è più bisogno di consulenza e l’offerta di banche digitali trova più spazio».

AideXa è proprio una di queste realtà. Dal 2021, quando ha ottenuto una licenza bancaria completa, ha accordato oltre un miliardo di finanziamenti alle PMI e, con i conti del 2025 – anticipa Pividori – si appresta ad annunciare il raggiungimento del break even.

Il convegno di Napoli è stato l’occasione per sottolineare i segnali di risveglio dell’economia nelle regioni tradizionalmente più arretrate del Paese che, in questi anni, si sono avvantaggiate dei fondi europei in arrivo con il PNRR, «senza dimenticare il boom del turismo», aggiunge il ceo di AideXa. Le nuove startup hanno bisogno di credito per crescere e, soprattutto dove manca uno sportello fisico, una banca digitale può arrivare in aiuto.

AideXa riesce ad accordare il credito con rapidità. Nel suo modello operativo la tecnologia svolge un ruolo fondamentale anche nell’abbassare i costi delle istruttorie. La società utilizza a fondo l’open banking e l’Intelligenza Artificiale per il credit scoring dei clienti. Gli strumenti informatici riescono a processare un gran numero di dati, anche quelli provenienti dagli estratti conto bancari, per ricavare una fotografia nitida di quanti si presentano al suo sportello digitale per chiedere un finanziamento. Il 40% delle richieste viene approvato in automatico. «La tecnologia – sottolinea Pividori – è fondamentale, ci è di grande aiuto nell’accordare e gestire i crediti».

L’altro volano di crescita nel modello operativo di AideXa è rappresentato dalla garanzia sui crediti. La banca fintech fa largo uso delle garanzie pubbliche offerte da MCC, cui si aggiungono garanzie private per un efficace controllo dei rischi e per gestire al meglio i ratios patrimoniali. Il sistema delle garanzie pubbliche è stato recentemente prorogato di un anno, fino al 31 dicembre 2026, dall’ultima legge di bilancio. È una decisione che Pividori commenta positivamente, anche se naturalmente preferirebbe poter contare su un sistema più stabile, non affidato a proroghe che si susseguono anno dopo anno. «Ora siamo tornati alla fase prepandemica, con garanzie pubbliche che in media si attestano al 60% dei finanziamenti».

Nel complesso il sistema ha mostrato di saper funzionare bene. «Fa molto bene al Paese, è un meccanismo molto virtuoso, realizza un buon allineamento degli interessi ed andrebbe orientato per favorire le piccole e medie imprese che ne hanno più bisogno. Noi serviamo aziende con un fatturato medio di 2 milioni di euro e un ticket di finanziamento di 180 mila euro. I piani industriali a cinque anni di simili imprese sono difficili da valutare. Con difficoltà questi imprenditori riuscirebbero a ottenere credito a medio termine in assenza di una garanzia pubblica».

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