Cherry Bank avvia un nuovo corso: presentata lista per il Cda con Marina Natale prossimo presidente

Con il suo ingresso nella lista di maggioranza guidata da Giovanni Bossi, l’istituto punta a crescere organicamente e a consolidare la solidità patrimoniale

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Cherry Bank prepara il terreno per una fase di rilancio e accelerazione, mantenendo la guida di Giovanni Bossi, socio di controllo e amministratore delegato, che ha depositato una lista di maggioranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione in vista dell’assemblea del 4 febbraio. Secondo quanto ricostruito da MF, il Cda attuale ha deciso di fare un passo indietro con un anno di anticipo per facilitare la transizione in un momento di grande cambiamento, e la lista di Bossi dovrebbe ottenere almeno otto dei nove seggi disponibili.

La novità più rilevante è l’ingresso di Marina Natale, ex ceo di Amco e già cfo di Unicredit, indicata come futura presidente, scelta che Bossi motiverebbe con la necessità di un consiglio con un orizzonte temporale più lungo e composto da figure con competenze elevate, reputazione solida e relazioni istituzionali.

«Sono davvero soddisfatto della strada percorsa finora, ma nel prossimo triennio dovremo fare un salto ulteriore per iniziare a comportarci come una banca più grande», ha spiegato Bossi al giornale, sottolineando l’obiettivo di rafforzare la governance e preparare il nuovo piano industriale triennale.

Il piano triennale, ancora in definizione, punta a rafforzare la crescita organica su corporate e investment banking e wealth management, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle aziende e accompagnare gli imprenditori nelle fasi critiche, come il passaggio generazionale, oltre a gestire il patrimonio personale. Il wealth management mira a portare le masse gestite a 4,5 miliardi entro fine 2027, dagli 1,5 miliardi di dicembre.

A giugno Cherry Bank ha superato i 4 miliardi di attivo e i 220 milioni di patrimonio, con un CET1 al 17,89%, rafforzato dall’aumento di capitale da 15 milioni versato da Bossi. In vista della ricapitalizzazione, alcuni soci potranno non diluirsi entro marzo, riportando la quota di Bossi al 55% e lasciando aperta la possibilità di utilizzare le nuove risorse anche per acquisizioni.

A dicembre Cherry Bank ha aumentato la sua partecipazione nella Banca di Macerata al 19,1% con un investimento di 4,3 milioni, operazione che però non è stata ben accolta dall’istituto marchigiano, che intende tutelarsi con l’ingresso dell’assicurazione portoghese Gamma Life, prevista al 9,5% del capitale. Bossi precisa che «vogliamo velocizzare la nostra crescita nelle Marche e l’avvicinamento a Banca Macerata può rappresentare un acceleratore in questo percorso di sviluppo» e che «per Cherry Bank e Banca Macerata questa rappresenta un’opportunità di rafforzamento industriale e patrimoniale, orientata a una collaborazione di lungo periodo e alla creazione di valore condiviso».

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