Il sistema creditizio italiano destinato alle imprese presenta, nel 2025, dimensioni rilevanti ma una distribuzione fortemente sbilanciata sul piano geografico e dimensionale. È quanto emerge da una ricerca del Centro studi di Unimpresa, elaborata su dati della Banca d’Italia, secondo cui i prestiti bancari alle imprese raggiungono complessivamente 666,9 miliardi di euro.
A dominare la distribuzione settoriale sono i servizi, che assorbono 364,1 miliardi di euro, pari al 54,6% del totale, seguiti dall’industria con 210,7 miliardi (31,6%) e dalle costruzioni con 53,9 miliardi (8,1%). Un dato che riflette la progressiva terziarizzazione dell’economia italiana e il ridimensionamento relativo dei comparti manifatturiero ed edilizio.
Particolarmente significativa è la quota destinata alle piccole imprese: soltanto 99,5 miliardi di euro, pari al 14,9% del totale, una cifra che appare sproporzionatamente contenuta rispetto al ruolo che questa categoria svolge nell’economia nazionale, dove rappresenta la componente più diffusa e capillare del tessuto produttivo.
Lo squilibrio diventa ancora più evidente nell’analisi territoriale. Le regioni del Nord Ovest concentrano 258,6 miliardi di euro (38,8% del totale nazionale) e quelle del Nord Est 171,8 miliardi (25,8%), per una quota complessiva delle macro-aree settentrionali superiore ai 430 miliardi, vale a dire quasi i due terzi dell’intero credito alle imprese italiane.
Il Centro Italia si attesta a 139,8 miliardi (21%), mentre il Mezzogiorno continentale si ferma a 70,6 miliardi (10,6%) e le Isole a 26,1 miliardi (3,9%). Sommando Sud e Isole si ottengono 96,7 miliardi, un valore che non solo risulta largamente inferiore a quello del Nord, ma che non raggiunge neppure il volume di credito concentrato nella sola Lombardia: con 196,8 miliardi di euro, la regione assorbe quasi il 30% del credito nazionale alle imprese, collocandosi al primo posto davanti al Lazio (73,3 miliardi), all’Emilia-Romagna (70,1 miliardi), al Veneto (62,6 miliardi) e alla Toscana (43,4 miliardi).
«Emerge dai nostri dati una forte polarizzazione geografica del credito: le regioni settentrionali, dove si concentra la parte più dinamica del sistema produttivo, continuano ad attrarre la quota predominante dei finanziamenti, mentre le regioni meridionali restano su livelli molto più bassi», afferma il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora. «Il divario appare particolarmente evidente se si considera che l’intero Mezzogiorno, con oltre venti milioni di abitanti e una vasta rete di imprese, riceve complessivamente meno credito di quanto venga erogato nella sola Lombardia».
Spadafora punta quindi l’attenzione sulle piccole imprese: «I 99,5 miliardi di prestiti a questa categoria corrispondono a meno di un sesto del credito complessivo alle imprese, una quota che evidenzia le difficoltà di accesso al credito per una parte importante del tessuto produttivo». La conclusione è netta: «Osserviamo l’immagine di un sistema creditizio ampio ma caratterizzato da forti squilibri territoriali e dimensionali, con il credito che tende a concentrarsi nelle aree economicamente più forti e nelle imprese di dimensioni maggiori, mentre il Mezzogiorno e le realtà imprenditoriali più piccole continuano a ricevere una quota relativamente limitata delle risorse finanziarie disponibili».
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