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Enti locali: anche le Regioni potranno affidare ai privati la gestione delle entrate

Lo prevede il decreto attuativo della riforma delle entrate degli enti territoriali

Anche le Regioni, così come avviene per i Comuni, potranno affidarsi a terzi per gestire le proprie entrate e/o per il recupero delle somme evase. Lo dispone il decreto attuativo della riforma delle entrate degli enti territoriali (articolo 6 del D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 147), pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale. Per poter essere incaricati del servizio, i privati dovranno essere iscritti ad un apposito elenco tenuto dal Ministero delle Finanze.

La facoltà di affidamento ai privati potrà riguardare sia la totalità delle fasi di gestione dell’entrata, sia la sola riscossione coattiva oppure l’accertamento. È inoltre propedeutica all’accertamento o alla riscossione. Varieranno, di conseguenza, le quote di capitale sociale minimo che i privati dovranno esibire per entrare in questo business.

Per i Comuni di maggiori dimensioni, il capitale sociale minimo per iscriversi al nuovo albo per le società che intendono gestire le entrate regionali è di cinque milioni di euro, se si tratta di affidamento in concessione dell’accertamento e della riscossione, e non supererà il milione di euro, se l’affidamento riguarda attività propedeutiche a tali fasi.

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