Enti locali: con la Legge di Bilancio arriva il trasferimento dei crediti ad Amco

Entro il 1° marzo atteso il decreto attuativo del Mef

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Con la Legge di Bilancio 2026 debutta il nuovo sistema di riscossione dei crediti non riscossi dagli enti locali. Questi ultimi potranno affidare ad Amco (società pubblica di credit management) la riscossione coattiva delle entrate tributarie, delle entrate patrimoniali (canoni per l’occupazione di suolo pubblico, multe stradali, sanzioni edilizie, ambientali, ecc.) e dei crediti già affidati all’Agenzia delle entrate – Riscossione (Ader), compresi quelli da quest’ultima discaricati.

Lo ricorda un articolo di Italia Oggi, sottolineando che il prossimo passaggio sarà costituito dal decreto ministeriale del Ministero dell’Economia (Mef), atteso entro il 1° marzo, che definirà i dettagli operativi del passaggio di consegne tra Ader e Amco. In particolare, il decreto stabilirà la percentuale minima di riscossione dei tributi degli enti locali sotto la quale il trasferimento della riscossione ad Amco non sarà facoltativo ma obbligatorio.

Per avere un’idea delle cifre in ballo, su una torta da 1.272,9 miliardi di euro (dato più recente al 31 gennaio 2025) di crediti fiscali che l’Agenzia delle entrate non è riuscita a riscuotere, 27,16 miliardi sono riconducibili ai Comuni e ulteriori 14,81 miliardi ad altri enti territoriali. Secondo la relazione della Commissione per l’analisi del magazzino in carico all’Ader, di questi 27,16 miliardi possono essere effettivamente recuperati 19,72 miliardi, cifra che si riduce a 6,29 miliardi se si sottraggono ulteriori posizioni di difficile esigibilità. Va anche aggiunto che già attualmente il 55,4 per cento dei Comuni italiani si affida a soggetti diversi dall’Ader per la riscossione dei propri crediti.

Guardando al futuro e alle nuove opportunità create dalla Legge di Bilancio, Italia Oggi ricorda che per lo svolgimento delle attività di riscossione coattiva dei crediti affidati dagli enti locali, Amco, partecipata al 99,78 per cento dallo stesso Mef, farà ricorso a uno o più operatori, da individuare mediante procedura competitiva nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e concorrenza. Gli affidatari dovranno essere iscritti all’albo dei soggetti abilitati ad effettuare attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi, istituito presso il Mef.

Nelle gare per la scelta dei soggetti affidatari bisognerà tenere conto di una serie di criteri:

  • idoneità e adeguatezza patrimoniale per l’effettivo svolgimento delle attività e l’assunzione del rischio operativo;
  • capacità di recupero coattivo ed extragiudiziale;
  • capacità organizzativa, tecnologica e operativa;
  • presenza di sistemi di separazione dei crediti e di idonei presidi interni atti a garantire l’assenza di conflitti di interesse.

Per il recupero coattivo delle entrate tributarie e patrimoniali proprie degli enti locali, Amco avrà gli stessi poteri assegnati all’Agenzia delle entrate – Riscossione e potrà quindi riscuotere tramite ruolo. Il miglioramento della capacità di riscossione degli enti locali, sottolinea Italia Oggi, «costituirà la precondizione per rendere operativa l’altra grande novità prevista dalla Manovra per gli enti locali, ossia l’alleggerimento dei vincoli del Fondo crediti di dubbia esigibilità».

Un alleggerimento che non scatterà da subito, ma solo a decorrere dal bilancio di previsione 2027-2029, con estensione ai bilanci 2028-2030 e 2029-2031 e con possibilità di anticipare tale modalità in sede di assestamento del bilancio di previsione relativo al triennio 2026-2028. Le nuove regole prevedono la possibilità di prendere in considerazione come riferimento il risultato accertato in sede di rendiconto riferito a un unico esercizio finanziario, e in particolare l’esercizio nel quale si è registrato un miglioramento della capacità di riscossione rispetto alla media del rapporto tra incassi e accertamenti per ciascuna tipologia di entrata degli ultimi tre anni, comprensivi dell’esercizio cui il rendiconto si riferisce. Fino a ieri, l’ammontare dell’accantonamento effettuato in sede di bilancio di previsione era calcolato in relazione alla media del rapporto tra incassi e accertamenti per ciascuna tipologia di entrata degli ultimi cinque esercizi precedenti.

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