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Europa: dal 2008 al 2022 approvati da Bruxelles aiuti di Stato alle banche per € 6.811 miliardi

Lo scrive la Commissione europea avviando una consultazione per la modifica della normativa in vigore

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Dal 2008 al 2022, gli aiuti di Stato alle banche europee in difficoltà, approvati dalla Commissione, sono ammontati a € 6.811 miliardi, di cui 2.904 miliardi (il 42%) effettivamente erogati. La parte restante degli aiuti è stata autorizzata dalla Commissione europea, ma non è mai stata utilizzata dagli Stati membri. È stato un robusto ombrello protettivo che ha aiutato gli istituti di credito del continente a uscire dalle difficoltà.

Ed ora – scrive Radiocor – la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sulla revisione delle norme relative agli aiuti di Stato, aggiornate l’ultima volta nel 2013. L’iniziativa mira a modernizzare e semplificare le norme esistenti per riflettere gli sviluppi normativi ed economici, in particolare quelli derivanti dalla recente riforma del quadro di gestione delle crisi e di garanzia dei depositi. L’obiettivo è garantire un trattamento coerente di tutte le tipologie di misure di aiuto di Stato in caso di prevenzione del fallimento, risoluzione o liquidazione di una banca.

Tracciando un bilancio dell’esperienza accumulata dal 2008 al 2022, la Commissione di Bruxelles ha rilevato che la maggior parte (78%) degli aiuti approvati è consistita in iniezioni di liquidità, sotto forma di impegni da parte dello Stato, principalmente a garanzia delle passività delle banche, mentre la parte restante (22%) è servita a rafforzare il capitale, anche trasferendo il rischio dei crediti deteriorati allo Stato.

Gli importi più elevati di aiuti di Stato sono stati approvati all’inizio della crisi finanziaria, nel 2008 (3.457,5 miliardi di euro), pari al 26,4% del Pil Ue e alla metà dell’importo totale degli aiuti autorizzati nel periodo in esame. Tra le 444 banche che hanno beneficiato del programma di aiuti, il 90% ha utilizzato solo aiuti di liquidità.

Delle banche che hanno ricevuto aiuti individualmente, l’85% ha utilizzato il supporto di capitale, con una parte consistente che ha ricevuto aiuti di liquidità in aggiunta al supporto di capitale (57%). L’utilizzo di aiuti di liquidità senza supporto di capitale è stato più limitato (15%). 93 banche che hanno ricevuto aiuti individualmente hanno ricevuto aiuti di ristrutturazione per aiutarle a ripristinare la loro redditività a lungo termine e quindi a preservare la loro attività economica. 22 banche che hanno ricevuto aiuti individualmente hanno ricevuto aiuti di liquidazione per supportare la loro uscita ordinata dal mercato quando la redditività a lungo termine non può essere ripristinata.

La Commissione «ha considerato le misure di liquidità come gli strumenti meno distorsivi per la concorrenza, data la loro natura temporanea e in quanto il sostegno alla liquidità era generalmente autorizzato per le banche che erano fondamentalmente solide». Al contrario, «gli aiuti alla ristrutturazione erano generalmente considerati la tipologia di aiuto più distorsiva». Di qui la richiesta di misure specifiche per mitigare le gravi distorsioni della concorrenza derivanti dagli aiuti e per proteggere i concorrenti non beneficiari.

Nel complesso, le norme sugli aiuti di Stato alle banche in difficoltà «hanno ampiamente raggiunto il duplice obiettivo di preservare la stabilità finanziaria e al contempo mitigare le distorsioni della concorrenza», svolgendo «un ruolo cruciale nel ripristinare la fiducia dei mercati nel periodo di maggiore stress (il periodo della crisi finanziaria globale e della crisi del debito sovrano 2007-2013), insieme alla politica monetaria e al sostegno esterno ai Paesi per i quali la minaccia alla stabilità finanziaria era più profondamente radicata nella loro economia».

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