Il mercato del factoring continua a crescere e si conferma uno strumento centrale per il finanziamento delle imprese e delle filiere produttive italiane. Secondo il Rapporto FOREfact diffuso da Assifact, il turnover del settore è previsto in aumento del +2,50% nel primo trimestre 2026 e del +3,96% a fine anno. Questi dati riflettono la capacità del comparto di sostenere il capitale circolante delle imprese in modo ordinato e stabile.
In parallelo, la ricerca SDA Bocconi su «Valore, competitività e rischio del factoring. Il ruolo della regolamentazione» evidenzia che il settore mantiene un profilo di rischio contenuto rispetto al credito bancario tradizionale, grazie a una migliore qualità del credito e alla gestione efficace delle posizioni deteriorate.
L’analisi SDA Bocconi mostra anche un disallineamento tra rischio «regolamentare» e rischio effettivo. Le nuove Linee Guida EBA sulla definizione di default riconoscono le specificità del factoring, estendendo da 30 a 90 giorni il periodo di «past due tecnico». Nel periodo 2015–2024, le sofferenze sono diminuite dall’1,18% allo 0,5% e le inadempienze probabili dall’1,59% a meno dello 0,3%. Una quota significativa dei crediti classificati come scaduti o deteriorati torna in bonis o viene incassata, confermando la natura prevalentemente temporanea dei ritardi.
La ricerca evidenzia inoltre la situazione dei crediti verso i Comuni italiani. I ritardi nei pagamenti sono principalmente legati a criticità amministrative e procedurali, più che a insolvenze reali. Solo il 6,1% dei 7.896 Comuni italiani, al 31 dicembre 2024, si trova in situazioni di crisi conclamata. In questo contesto, il factoring si conferma uno strumento chiave per stabilizzare la liquidità, ridurre l’anzianità dello scaduto e supportare le imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione.
Secondo gli esperti, l’errata rappresentazione del rischio nei bilanci regolamentari limita la capacità del settore di finanziare le imprese, con una perdita stimata di circa 2 miliardi di euro, riducendo la liquidità delle filiere e la competitività complessiva del sistema.
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