La Germania verso un’impennata di NPL nel settore immobiliare

A dicembre 2023, secondo i dati Eba, i prestiti in sofferenza sul commercial real estate sono saliti a 13,6 miliardi di euro, con un balzo del 40% rispetto ad ottobre

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I prestiti nel settore commercial real estate stanno mettendo in difficoltà le banche tedesche. Gli istituti di credito del Paese, infatti, secondo gli ultimi dati dell’Eba riportati da Milano Finanza, a fine dicembre dello scorso anno hanno assistito ad un’impennata dei prestiti in sofferenza concessi per l’acquisto di immobili commerciali. Questi ultimi sono cresciuti a 13,6 miliardi di euro rispetto ai 9,7 miliardi di tre mesi prima, con un incremento superiore al 40%.

Le grandi banche temono perdite

Secondo le indiscrezioni di Bloomberg, le dieci maggiori banche tedesche hanno accantonato 2,3 miliardi di euro per fare fronte a potenziali perdite sui prestiti immobiliari commerciali, come richiesto nelle scorse settimane dalla BaFin, la Federal Financial Supervisory Authority, ovvero l’Autorità federale di vigilanza finanziaria.

Nell’ultimo decennio infatti, in Germania sono stati erogati molti prestiti per il commercial real estate, visto che i tassi di interesse negativi della Bce hanno ridotto i rendimenti di altre attività. Nell’ultimo anno però stanno crescendo le inadempienze e le difficoltà potrebbero proseguire anche perché si costruiscono meno uffici grazie all’adozione sistematica dello smart working da parte dei molti aziende. “Sebbene lo shock derivante dall’aumento dei tassi sia stato digerito nei libri bancari – avverte il presidente della Bafin Mark Branson – potrebbero esserci ulteriori problemi. Le difficoltà che derivano da questo contesto di tassi per i clienti del settore bancario – che si tratti del settore immobiliare o dell’economia reale – non si sono ancora manifestate e non sarà facile ripetere la redditività dello scorso anno”.

I timori sul rischio di credito

L’invito ad essere pronti ad affrontare le persite arriva dalla BaFin che ha suggerito alle banche di accantonare il più possibile per far fronte ai costi che stanno arrivando, ma anche la Vigilanza della Bce ha chiesto a queste ultime di migliorare la reportistica e la gestione del rischio di credito, soprattutto nei settori più vulnerabili dell’immobiliare commerciale e delle PMI a rischio default. I portafogli immobiliari commerciali delle banche sono di piccole dimensioni, perciò secondo la Bce, da soli è improbabile che possano causare una crisi sistemica a livello dell’area dell’euro. Tuttavia si teme possano aumentare gli shock nel sistema finanziario e avere un forte impatto sulle società finanziarie, dai fondi di investimento alle compagnie di assicurazione.