La Commissione europea ha avviato una consultazione per raccogliere contributi sugli ostacoli che gli investitori di private equity incontrano nella fase di uscita dagli investimenti e sulle possibili soluzioni, stando a quanto riporta «Radiocor». L’obiettivo è quello di sostenere l’attuazione dell’Unione del risparmio e degli investimenti e rafforzare l’integrazione dei mercati dei capitali nell’Unione.
Nonostante le iniziative politiche degli anni passati, secondo Bruxelles permangono criticità che incidono sulla capacità degli operatori di realizzare le partecipazioni, tra cui la mancanza di una quotazione in borsa per valorizzare l’investimento o la carenza di valutazioni credibili degli asset privati, elementi che possono ostacolare le transazioni e comprimere l’attività di mercato.
Le difficoltà nell’exit riducono la disponibilità di capitale per la crescita e possono indurre imprese innovative a cercare finanziamenti al di fuori dell’Unione europea.
La consultazione riguarda inoltre le caratteristiche di un’eventuale piattaforma per la negoziazione secondaria di azioni di società non quotate e il possibile utilizzo di tale strumento per la raccolta di nuovo capitale di rischio. I contributi potranno essere presentati fino al 27 aprile.
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