lunedì, Aprile 13, 2026
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Riscossione crediti enti locali: 1100 Comuni sotto soglia

Quelle amministrazioni locali avrebbero una percentuale di riscossione inferiore al 17,5% e dovrebbero pertanto affidare la gestione dei loro crediti ad Amco, secondo una bozza di decreto del Mef attuativo di una disposizione dell’ultima finanziaria. I crediti accertati ma non riscossi dai Comuni ammontano a 33,7 miliardi

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Tra Imu, Tari, multe stradali ed altre voci ammontano a 33,7 miliardi di euro i crediti accertati dai Comuni italiani ma non riscossi. E sono più di 1.100 quelli che finora non hanno raggiunto la soglia minima di riscossione del 17,5%, la percentuale individuata dalla riforma della riscossione locale allo studio del ministero dell’Economia, secondo le bozze di decreto attuativo della Legge di bilancio circolate nelle settimane scorse, al di sotto della quale dovrebbe scattare l’obbligo di affidare la riscossione ad Amco, società di credit management che fa capo al Mef.

Il calcolo è del Centro studi enti locali secondo il quale — riferisce «Brescia Oggi» — in questi 1.100 enti si concentra oltre il 62% delle somme accertate dai Comuni ma non ancora incassate, pari a più di 21 miliardi di euro su 33,7 miliardi totali. La dimensione del fenomeno emerge da un’elaborazione di Centro su dati della banca dati della pubblica amministrazione (BDAP) relativi ai rendiconti 2022-2024, considerando lo stock dei residui relativi alle voci indicate dalla norma e che ricomprendono voci come — tra le altre — Imu, Tari, multe stradali.

Osservando la distribuzione territoriale, nel Mezzogiorno si concentra la quota più ampia di criticità: 866 Comuni su 2.489, pari al 35% del totale, si collocano sotto la soglia prevista. Al Centro il fenomeno è meno diffuso ma comunque significativo: sono 163 Comuni su 967, pari al 17%, circa uno su sei. Qui il dato segnala una presenza più selettiva del problema, ma comunque non marginale. Al Nord, invece, la situazione cambia completamente scala. I Comuni «sotto soglia» sono 104 su 4.386, pari ad appena il 2% del totale.

Nei grandi centri urbani emergono alcune situazioni patologiche. Roma da sola concentra oltre 8 miliardi di euro di residui, con una quota largamente prevalente riconducibile alle posizioni più critiche. A Napoli, su circa 3,5 miliardi di crediti, la parte più consistente ricade nello stesso perimetro, mentre a Palermo la quota supera il 90%. Dinamiche analoghe si riscontrano anche in altri capoluoghi del Mezzogiorno, come Reggio Calabria e Caserta.

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