Cambia la struttura del piano di salvataggio per Banca Progetto. Ne parla un nuovo articolo su MF, che ha aggiunto un ulteriore capitolo alla complessa vicenda dell’istituto di credito commissariato lo scorso anno per prestiti, garantiti dallo Stato, concessi a società in odore di ’ndrangheta.
Secondo il giornale, in seguito a un incontro tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, si sarebbe sbloccata la trattativa per definire il valore di cessione del portafoglio di crediti Npl (intorno a 1,5 miliardi di euro) di Banca Progetto, prima tappa del piano di salvataggio.
La novità consisterebbe nel fatto che quei crediti finirebbero in un fondo ad apporto costituito da Amco, la società pubblica di credit management già candidata ad acquistarli, assieme alle cinque grandi banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Montepaschi, Banco Bpm e Bper) che, nel piano originario, sarebbero dovute intervenire solo successivamente nella fase di ricapitalizzazione dell’istituto di credito. Le banche, nel complesso, deterrebbero una quota del 50% del fondo ad apporto.
Gli ostacoli erano nati dal fatto che Amco aveva offerto, per quel portafoglio di crediti deteriorati, un corrispettivo ritenuto troppo basso dai commissari di Banca Progetto, soprattutto perché i prestiti erano assistiti da una garanzia MCC pari, in media, all’80 per cento. Quanto più il ricavato della vendita sarebbe stato basso, tanto maggiori sarebbero state le esigenze della successiva ricapitalizzazione, fase in cui si erano impegnate a intervenire le cinque banche insieme al Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).
Il fondo ad apporto, cui parteciperanno tutti i soggetti dell’operazione di salvataggio – il Fitd fornirà una controgaranzia sui crediti – permetterà di compensare vantaggi e svantaggi relativi delle due tappe del progetto, mutualizzando i costi dell’operazione a carico di tutti i soggetti chiamati a parteciparvi.
Alla fine, il costo complessivo del riassetto di Banca Progetto dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo di euro, rispetto ai 400 milioni inizialmente previsti. Sulla vicenda – scrive ancora MF – è in calendario anche «un’audizione di Via Nazionale davanti alla Commissione Banche», prevista per il 19 marzo prossimo.
Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/











