Nel 2025 la domanda complessiva di finanziamenti tradizionali è risultata sostanzialmente stabile, con un incremento dell’1,1% rispetto al 2024, secondo i dati EURISC di CRIF.
La dinamica del mercato ha evidenziato un aumento significativo dei prestiti personali, che hanno registrato una crescita del 10%, a fronte di una contrazione del 7,5% dei prestiti finalizzati tradizionali. Questo andamento riflette il cambiamento nelle modalità di pagamento delle famiglie italiane, sempre più orientate verso le soluzioni di Buy Now Pay Later (BNPL) come alternativa ai prestiti di piccolo importo (sotto i 5.000 euro).
Le dilazioni di pagamento hanno segnato un aumento del 49,8% rispetto al 2024, con un importo medio di 1.120 euro, in calo dell’11,6% rispetto all’anno precedente; la domanda è cresciuta in modo rilevante soprattutto nell’ultimo trimestre, con picchi di +125,4% a novembre e +132,6% a dicembre, e un’adozione diffusa tra le fasce 25-54 anni, tutte attorno al 23%.
L’importo medio richiesto per i finanziamenti tradizionali è salito del 6,7%, attestandosi a 9.831 euro, con un incremento anche nei prestiti finalizzati (+12,4% a 7.450 euro) e una sostanziale stabilità nei prestiti personali (11.899 euro, +0,1%). In termini di distribuzione per importi, quasi la metà delle richieste (47,0%) riguarda finanziamenti inferiori ai 5.000 euro, mentre il 20,1% è concentrato nella fascia 10.000-20.000 euro e il 18,3% in quella 5.000-10.000 euro.
Le famiglie mostrano un orientamento prudente nella durata, con il 34,2% delle richieste dilazionate oltre i cinque anni; nel dettaglio, il 70,5% dei prestiti finalizzati ha una durata inferiore ai tre anni, mentre il 53,3% dei prestiti personali supera i cinque anni.
«La diffusione delle nuove tecnologie sta accelerando la trasformazione strutturale del settore, spingendo gli operatori a soluzioni digitali per restare competitivi e incrementare l’efficienza. L’intelligenza artificiale, già al centro di questa evoluzione, permette risposte rapide e servizi personalizzati, ottimizzando i processi interni e favorendo l’onboarding dei clienti finali. Parallelamente, sul piano normativo, dobbiamo confrontarci con le nuove regole della direttiva sul credito ai consumatori. Il quadro normativo richiederà una maggiore attenzione sul merito creditizio, con possibili effetti sull’accessibilità al credito per le fasce più fragili», ha commentato Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.
Infine, la distribuzione per età evidenzia che nel 2025 il 63,1% delle richieste di prestiti è stato effettuato da persone tra i 25 e i 54 anni, con una presenza significativa anche tra i 55 e i 64 anni (17,8%).
| Età del richiedente | 2025 |
| 18 – 24 anni | 7,3% |
| 25 – 34 anni | 19,3% |
| 35 – 44 anni | 20,6% |
| 45 – 54 anni | 23,2% |
| 55 – 64 anni | 17,8% |
| 65 – 74 anni | 9,6% |
| Oltre 74 anni | 2,2% |
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