Crisi aziendali: Ovs rinuncia all’offerta su Kasanova

Salta l’operazione di salvataggio dopo lo stallo con il ceto bancario

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OVS-Storefront

Ovs ha lasciato decadere l’offerta vincolante presentata a novembre per rilevare il 100% di Kasanova, storica insegna dei casalinghi in crisi e che nel 2024 aveva chiesto l’accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi. L’operazione prevedeva la sottoscrizione di un aumento di capitale fino a 15 milioni di euro, inserito in un più ampio percorso di ristrutturazione che contemplava l’azzeramento del capitale di Kasanova e la rinuncia da parte dei creditori a circa 40 milioni di euro di debiti.

Tuttavia – ha spiegato OVS in una nota – le «condizioni sospensive» a cui era legata l’offerta non si sono verificate: la procedura istruttoria e deliberativa del ceto bancario non è arrivata a una soluzione entro i tempi fissati, nonostante la proroga concessa a inizio anno. In assenza di un’intesa con le banche sui termini del salvataggio, Ovs ha dunque preferito sfilarsi, chiudendo una partita che fino a poche settimane fa veniva considerata quasi in dirittura d’arrivo.

Per Kasanova, che negli ultimi anni ha avviato un piano di turnaround con chiusura dei punti vendita meno redditizi e taglio dei costi, lo stop rappresenta un cambio di scenario delicato. La catena è forte di circa 700 negozi tra diretti, in franchising e corner ed ora è alla ricerca di un nuovo cavaliere bianco. Ma non sarà facile. Gli analisti di Intesa Sanpaolo, nel commentare le novità, hanno sottolineato che «i colloqui prolungati di ristrutturazione del debito con le banche, insieme al peggioramento delle performance di Kasanova, hanno aumentato molto il rischio di ristrutturazione».

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