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Bankitalia: frodi sui pagamenti digitali contenute ma prepagate a rischio

Tasso complessivo basso, attenzione a moneta elettronica e operazioni transfrontaliere

Secondo l’aggiornamento semestrale di Banca d’Italia relativo al primo semestre 2025, il tasso di frode sui pagamenti digitali in Italia rimane complessivamente contenuto, con 12 operazioni fraudolente ogni centomila e 3 euro persi ogni centomila euro transati, pur mostrando differenze tra strumenti. Teleborsa spiega che carte di debito e credito e prelievi ATM mantengono tassi bassi e stabili, mentre la moneta elettronica, in particolare le carte prepagate, registra valori più elevati e in crescita rispetto allo stesso periodo del 2024.

I bonifici SEPA ordinari hanno tassi di frode estremamente bassi, mentre i bonifici istantanei presentano un’incidenza maggiore ma in diminuzione grazie a misure di prevenzione e alla Instant Payment Regulation. Le operazioni e-commerce risultano più esposte rispetto a quelle al POS fisico, con un calo della frode per le carte e un aumento per la moneta elettronica. Le transazioni transfrontaliere, sebbene rappresentino solo il 3% dei pagamenti con carte e moneta elettronica, contribuiscono a circa un quinto delle frodi complessive con questi strumenti, evidenziando rischi più elevati per i pagamenti verso Paesi extra-SEE.

Banca d’Italia sottolinea inoltre che l’importo medio delle frodi varia sensibilmente tra strumenti: più elevato per i bonifici SEPA ordinari (5.046 euro) e istantanei (1.638 euro), rispetto alle carte (82 euro), alla moneta elettronica (35 euro) e ai prelievi ATM (464 euro), confermando come i pagamenti di maggiore entità siano più vulnerabili, mentre gli interventi di prevenzione e sensibilizzazione dei clienti risultano determinanti per limitare le perdite complessive.

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