Cresce in Europa il numero di registrazioni di nuove imprese, ma aumentano ancora di più le istanze di fallimento. Queste ultime – segnala l’ultima rilevazione di Eurostat («Registrations of new businesses and declarations of bankruptcies») – hanno mostrato un aumento del 2,5% nel quarto trimestre del 2025 rispetto al trimestre precedente.

L’istituto di statistica europeo ha precisato che gli aumenti più significativi si sono registrati nel settore dell’alloggio e della ristorazione, con un incremento dell’8,6%, seguito dal settore dell’informazione e della comunicazione (+7,9%) e dai trasporti (+5,6%).
Sul fronte opposto, il commercio (-3,4%) e le attività finanziarie (-0,7%) sono stati gli unici settori a registrare un calo del numero di fallimenti nel periodo in esame. Guardando alle dinamiche dei singoli Paesi, i maggiori incrementi nelle dichiarazioni di fallimento sono stati osservati a Cipro (+175,2%), Romania (+123,9%) ed Estonia (+20,5%). I default sono invece in diminuzione soprattutto in Lettonia (-32,5%), Slovacchia (-21,2%) e Ungheria (-18,5%).
C’è comunque da tener presente che, nei Paesi di piccole dimensioni, i numeri assoluti trimestrali di fallimenti sono molto bassi e questo può rendere gli indici molto volatili, come nel caso di Cipro.
Per quanto riguarda, invece, le nuove registrazioni di imprese, il loro numero è in crescita anche nell’ultimo trimestre dell’anno scorso (+0,5%), dato che colloca il numero indice di Eurostat al top dal 2019. Nuove imprese sono nate soprattutto nei settori dell’informazione e comunicazione (+6,4%) e nell’industria (+4,9%).
Confrontando il quarto trimestre del 2025 con il terzo trimestre del 2025, tra i Paesi dell’UE i maggiori incrementi nelle registrazioni di nuove imprese sono stati osservati in Spagna (+7,6%), Romania (+5,7%) e Italia (+5,4%). I maggiori cali hanno caratterizzato, invece, Irlanda (-32,2%), Lussemburgo (-15,2%) e Portogallo (-11,4%).
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