Rischio Paese globale in miglioramento nel 2025, dice Allianz Trade

Pubblicato il Country Risk Atlas 2026 della compagnia. Migliorato il risk rating dell’Italia, nonostante la crescita moderata, che ha beneficiato di un clima positivo da parte degli investitori internazionali

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A dispetto delle guerre commerciali, delle tensioni geopolitiche e dei conflitti, nel 2025 il rischio Paese globale è migliorato, «evidenziando i meccanismi di risposta fiscali, monetari e commerciali che tendono a emergere in periodi di elevata incertezza». È la valutazione del Country Risk Atlas 2026 di Allianz Trade, la compagnia del gruppo assicurativo tedesco specializzata nelle coperture dei rischi commerciali.

Nell’edizione di quest’anno il report ha analizzato le prospettive economiche, i rischi e le opportunità in 83 Paesi, che rappresentano circa il 94% del PIL globale, combinando 17 indicatori a breve termine e 18 a medio termine per identificare dove è probabile che il rischio di mancato pagamento aumenti o diminuisca nei prossimi 12-24 mesi.

Le valutazioni trimestrali hanno portato al miglioramento del rating di 36 economie, tra cui Argentina, Ecuador, Ungheria, Italia, Spagna, Turchia e Vietnam, mentre 14 Paesi sono stati declassati, tra cui Belgio, Francia, Senegal e Stati Uniti.

Nel 2025 gli upgrade sono stati trainati principalmente da fondamentali macroeconomici più solidi, sostenuti da politiche fiscali e monetarie più accomodanti. In diversi mercati emergenti, migliori condizioni di finanziamento, apprezzamento delle valute locali e prezzi più elevati delle materie prime hanno consentito un allentamento delle restrizioni ai trasferimenti e alla convertibilità, una dimensione chiave del rischio politico.

Tra le economie ad alto reddito, il miglioramento della stabilità politica, la disinflazione e una migliore performance commerciale hanno rafforzato la resilienza in Europa (in particolare Germania, Grecia, Italia e Spagna) e nella regione Asia-Pacifico (inclusi Corea del Sud e Vietnam).

I miglioramenti negli ultimi 12 mesi, a giudizio di Allianz Trade, mascherano comunque rischi persistenti e, in alcuni casi, crescenti a medio termine per le imprese. Ad esempio, un deterioramento del contesto macroeconomico è stato visibile in sette mercati, rispetto ai 18 che hanno registrato un miglioramento. Tuttavia, tra i primi figurano Belgio, Brasile, Francia e Stati Uniti, che insieme rappresentano circa un terzo (31,6%) del PIL globale, ovvero dieci volte di più rispetto alle economie che hanno registrato un miglioramento.

L’Atlante dei Rischi Paese 2026 – sottolinea il report – «evidenzia un panorama sempre più disomogeneo in cui resilienza e fragilità coesistono. Mentre molte economie hanno rafforzato la loro capacità di assorbimento degli shock, le vulnerabilità sistemiche si stanno concentrando in un numero minore di mercati influenti».

Guardando all’Italia, il Paese ha beneficiato di un upgrade a fine 2025, raggiungendo il rating A1 (appena sotto il miglior rating – AA1), pur avendo prospettive di crescita economica moderate sia quest’anno sia il prossimo e un livello stabile di insolvenze aziendali. La percezione del rischio da parte degli investitori è comunque in miglioramento, con gli spread scesi ai minimi da molti anni.

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