Secondo il 18° Rapporto sull’Abitare 2025 di Nomisma, il mercato residenziale italiano mantiene un buon livello di dinamismo e resilienza, con circa 770 mila compravendite e un incremento del 30,8% dei nuovi mutui erogati, sebbene la quota di famiglie che accede al credito resti inferiore ai livelli post-pandemici.
Nonostante la crescita delle transazioni immobiliari, l’accesso alla casa rimane difficile: solo il 35,8% delle famiglie ritiene il proprio reddito sufficiente per coprire le spese essenziali, mentre oltre il 18% lo giudica appena adeguato e più di un quarto non riesce a risparmiare. Ne derivano maggiori difficoltà per famiglie numerose, single di mezza età e anziani soli, generando un divario sociale crescente.
La fragilità finanziaria si riflette sul mercato della locazione, con il 53,6% delle famiglie costrette a vivere in affitto per necessità e con un aumento della quota di locazioni superiori ai sei mesi, passata dal 3,3% al 5,5%, soprattutto tra i nuclei più giovani, imprenditori e liberi professionisti.
I cambiamenti demografici e sociali, tra cui l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle famiglie unipersonali e la diminuzione dei nuclei con figli, spingono la domanda verso abitazioni più piccole e soluzioni innovative come student housing, senior housing e co-living, ancora limitate dall’offerta, dai vincoli normativi e dalla scarsa produzione di nuovi alloggi.
Chiara Pelizzoni, Senior Project Manager dell’Osservatorio Immobiliare di Nomisma, sottolinea che «la casa continua a rappresentare un pilastro della sicurezza economica e patrimoniale degli italiani, ma l’accessibilità si sta riducendo, soprattutto per i nuclei più giovani e fragili», evidenziando la necessità di misure urgenti e di un Piano Casa nazionale capace di rafforzare l’offerta abitativa accessibile e rispondere ai profondi cambiamenti demografici e sociali in corso.
Per il futuro, il Rapporto evidenzia come sia cruciale un coordinamento tra politiche pubbliche e interventi privati per garantire maggiore accessibilità all’abitare. Incentivi alla ristrutturazione e alla costruzione di alloggi a canone sostenibile, insieme a soluzioni flessibili per giovani, famiglie numerose e anziani, potrebbero contribuire a ridurre le disuguaglianze e sostenere la domanda crescente, favorendo al contempo stabilità.
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