Prende forma un’altra tappa del risanamento di Banca Progetto. MCC e le cinque banche divenute azioniste del dissestato istituto di credito (UniCredit, Intesa Sanpaolo, MPS, Banco BPM e BPER) stanno mettendo a punto la cartolarizzazione di un portafoglio di crediti performing per complessivi 2,2 miliardi di euro.
Lo scrive MF, fornendo dettagli sull’operazione. Banca Progetto è già stata ricapitalizzata per 750 milioni di euro e un altro caposaldo del piano di salvataggio, di cui ha riferito Giuseppe Siani, Capo Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia in una recente audizione parlamentare, riguarda la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati per 2,6 miliardi di euro a un fondo alternativo (FIA di credito) partecipato da AMCO e dalle cinque banche.
In quella circostanza, Siani aveva parlato anche delle due cartolarizzazioni di crediti performing, ma di importo diverso (2,4 e 1 miliardo di euro) rispetto a quello di cui ha riferito ora il giornale.
Secondo MF, la prima cartolarizzazione sarà di tipo retained. I titoli emessi resteranno in larga parte in capo ai promotori dell’operazione, invece di essere collocati integralmente sul mercato. L’emissione dovrebbe avere un valore nominale complessivo di circa 1,3 miliardi di euro ed è costruita attraverso note senior garantite dal portafoglio crediti sottostante.
La logica è quella di rendere più ordinata la gestione degli attivi, creando una struttura separata ma ancora fortemente legata ai soggetti coinvolti nel salvataggio. L’obiettivo non riguarda tanto la cessione immediata del rischio a investitori terzi, quanto piuttosto la riorganizzazione finanziaria degli attivi.
La seconda operazione sarà più complessa. Si tratta di una cartolarizzazione sintetica di tipo SRT, «significant risk transfer», nella quale non viene trasferita la piena proprietà dei crediti, ma il rischio di credito a loro associato.
La struttura prevede tre livelli di titoli. Le tranche senior, per un valore nominale di circa 592,5 milioni di euro, rappresentano la parte meno rischiosa. Le tranche mezzanine ammontano a circa 313 milioni di euro e sono destinate ad assorbire le perdite intermedie. Le tranche junior, pari a circa 2 milioni di euro, sono invece le più esposte e costituiscono il primo livello di assorbimento delle eventuali perdite.
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