La ricchezza finanziaria globale ha raggiunto nel 2025 i 333mila miliardi di dollari, segnando una crescita del 10,7%, la più elevata dal 2021. Considerando anche gli asset reali, il patrimonio netto mondiale ha superato i 550mila miliardi di dollari (+9,3%). È quanto emerge dal Global Wealth Report 2026 di Boston Consulting Group (BCG), che analizza l’evoluzione della ricchezza in 97 mercati internazionali.
Secondo il report, rilanciato da Teleborsa, la crescita si è sviluppata in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e guerre commerciali. A sostenere l’espansione sono stati soprattutto i mercati azionari, cresciuti del 13,2%, mentre l’oro ha registrato un incremento del 44%, favorito dagli acquisti delle banche centrali.
Le stime di BCG indicano che la ricchezza finanziaria globale dovrebbe continuare a crescere fino al 2030 a un ritmo medio del 7% annuo. È interessante notare che se l’Europa occidentale nel 2025 ha mostrato una performance particolarmente brillante nella crescita della ricchezza (+15,3% in moneta locale), è tuttavia l’area del mondo in cui i paperoni cresceranno di meno (+5% in media nel quinquennio 2025-2030).
In questo contesto, l’Italia ha evidenziato una dinamica particolarmente positiva. Nel 2025 la ricchezza finanziaria delle famiglie ha raggiunto 7.500 miliardi di dollari, in aumento del 17,4% rispetto all’anno precedente, con una proiezione di 9.800 miliardi entro il 2030. Il patrimonio netto complessivo, inclusi gli asset reali e al netto delle passività, si è attestato a 15.300 miliardi di dollari.
«La ricchezza finanziaria globale ha raggiunto 333.000 miliardi di dollari nel 2025, crescendo al ritmo più alto dal 2021», ha dichiarato Valerio Napolitano, Managing Director e Partner di BCG, osservando che in Italia «la ricchezza finanziaria è cresciuta del 17%, raggiungendo 7.500 miliardi di dollari».
Il report evidenzia inoltre una trasformazione della struttura patrimoniale del Paese. I segmenti affluent e lower high net worth continuano a espandersi e rappresentano un bacino di oltre 2,5 milioni di individui. «Il cuore del mercato resta nei segmenti affluent e lower private, che insieme rappresentano oltre un terzo della ricchezza», ha osservato Napolitano, evidenziando come la domanda di consulenza patrimoniale evoluta stia crescendo più rapidamente dell’offerta disponibile.
Nel comparto del wealth management indipendente, l’Italia ha registrato una crescita media annua dell’11% tra il 2022 e il 2025, uno dei tassi più elevati in Europa. Il fenomeno riflette una crescente richiesta di soluzioni personalizzate e modelli di consulenza a maggiore valore aggiunto.
Lo studio dedica inoltre ampio spazio all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla gestione patrimoniale. Secondo BCG, gli operatori che integreranno l’AI in modo strutturale nei processi e nei modelli operativi potranno ottenere incrementi significativi di efficienza, migliorare la produttività dei consulenti e rafforzare la qualità del servizio alla clientela nei prossimi anni.
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