HomeDal Mondo degli NPELegalFallimento, eredità e creditori: la Cassazione chiarisce la prededuzione

Fallimento, eredità e creditori: la Cassazione chiarisce la prededuzione

L’ordinanza n. 16972/2026 stabilisce che l’accettazione tacita dell’eredità da parte del curatore, anche senza autorizzazione, è annullabile. I debiti ereditari possono gravare sulla massa

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16972 del 30 maggio 2026, ha chiarito gli effetti dell’accettazione tacita di un’eredità da parte del curatore e la sorte delle relative passività. I principi indicati dalla Corte sono applicabili anche alla liquidazione giudiziale prevista dal Codice della crisi.

La questione riguardava il curatore che, senza l’autorizzazione del comitato dei creditori, aveva compiuto un atto relativo a un bene ereditario. Il Sole 24 Ore ha ricostruito la vicenda alla luce dell’ordinanza della Cassazione, rilevando come la vendita di un bene ereditario presupponga l’assunzione della qualità di erede e determini quindi l’accettazione tacita prevista dall’articolo 476 del Codice civile.

L’accettazione dell’eredità rientra tra gli atti di straordinaria amministrazione per i quali è richiesta l’autorizzazione del comitato dei creditori. La sua mancanza, però, non determina la nullità dell’atto, ma la mera annullabilità, che può essere fatta valere dal curatore nell’interesse dei creditori e nei termini previsti dalla legge.

Una volta scaduti i termini per l’impugnazione, l’accettazione diventa efficace e la procedura acquisisce sia i beni sia le relative passività. Proprio sulla posizione dei creditori ereditari si concentra uno degli aspetti più interessanti della pronuncia.

Nel caso esaminato, il tribunale aveva ammesso i debiti ereditari al chirografo, escludendo sia il privilegio sia la prededuzione. La Cassazione ha escluso l’esistenza di un privilegio automatico sui beni ereditari, ma ha richiamato il principio secondo cui alla procedura deve spettare l’utile netto dei beni sopravvenuti, al netto delle passività.

I debiti ereditari costituiscono quindi debiti della massa e il tribunale dovrà verificare nuovamente se ricorrano i presupposti per il riconoscimento della prededuzione. La decisione può incidere direttamente sulla distribuzione dell’attivo e sull’ordine di soddisfacimento dei creditori.

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