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AMCO, crediti in gestione a 29,4 miliardi dopo l’operazione Banca Progetto

Pubblicati i dati della semestrale 2026 del gruppo. Al netto dei 2,1 miliardi acquisiti nell’intervento sulla banca, gli AuM NPE sono scesi del 12%. Incassi a 757,6 milioni e collection rate al 5,1%. L’utile netto della capogruppo è cresciuto del 22% a 11,1 milioni

AMCO, la società di credit management del MEF, ha chiuso il primo semestre 2026 con 29,4 miliardi di euro di crediti deteriorati in gestione, un dato che incorpora i 2,1 miliardi del portafoglio di Banca Progetto consolidato integralmente nei conti. Senza questa operazione, gli asset under management sarebbero stati pari a 27,3 miliardi, in calo del 12% rispetto a giugno 2025, in linea con le indicazioni del piano strategico. Considerando anche Banca Progetto, la riduzione è stata invece del 5%. Il portafoglio resta composto prevalentemente da sofferenze, che rappresentano il 74% degli AuM, mentre il restante 26% è costituito da UTP.

Nel semestre gli incassi sul business NPE hanno raggiunto 757,6 milioni, in diminuzione del 3% rispetto ai 783,6 milioni dello stesso periodo del 2025. Il collection rate annualizzato è però salito dal 5% al 5,1%, sostenuto dalla gestione ordinaria dei crediti di importo medio e piccolo e dalle cessioni di portafogli. Il 96% degli incassi sugli UTP e il 45% di quelli sulle sofferenze è arrivato da attività stragiudiziali.

Una parte consistente dell’attività del semestre ha riguardato Banca Progetto. A marzo AMCO ha sottoscritto il 50% delle quote del fondo che, attraverso una SPV, ha acquisito dalla banca circa 2,1 miliardi di crediti deteriorati garantiti da MCC e SACE. AMCO svolge il ruolo di master e special servicer dell’intero portafoglio. Nello stesso mese è stato completato il secondo passaggio del progetto Re.Perform, con la cessione di circa 600 milioni di mutui retail re-performing a una joint venture partecipata al 49% da AMCO e al 51% da fondi gestiti da Bayview.

Sul piano economico, i ricavi sono saliti del 14% a 259,9 milioni di euro, anche per effetto del consolidamento del portafoglio di Banca Progetto e del contributo di Exacta. L’EBITDA ha raggiunto 140,5 milioni, in crescita del 16%, mentre l’utile netto consolidato si è attestato a 40,7 milioni. Il confronto con l’anno precedente non è significativo perché l’utile consolidato riflette per 29,6 milioni gli utili attribuibili a terzi, principalmente agli altri quotisti del fondo che ha acquistato i crediti di Banca Progetto. L’utile di pertinenza della capogruppo è pari a 11,1 milioni, il 22% in più rispetto al primo semestre 2025.

La struttura patrimoniale resta ampia rispetto ai requisiti: a fine giugno il CET1 ratio era al 33,5%, nonostante l’aumento temporaneo degli attivi ponderati per il rischio legato al portafoglio Banca Progetto. Il debito netto è invece salito a 1,776 miliardi, rispetto a 1,307 miliardi di fine 2025, anche per gli interventi effettuati nelle operazioni di sistema.

Per AMCO si prepara intanto un nuovo fronte operativo. La riforma della riscossione dei tributi locali prevista dalla Legge di Bilancio 2026 assegna alla società un ruolo nella gestione del recupero dei crediti degli enti locali attraverso un patrimonio destinato e operatori selezionati con procedura pubblica. Le modalità operative dipenderanno dal decreto attuativo del Ministero dell’Economia, nonché dalla conversione del recente decreto-legge che ha modificato le disposizioni della Legge di Bilancio sul trasferimento ad AMCO della riscossione dei crediti degli enti locali.

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