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Crediti deteriorati in aumento fino al 2027, dice outlook Abi-Cerved

La stima colloca l’indicatore al 2,8% nell’anno in corso, al 2,9% nel 2027 per poi tornare al 2,8% nel 2028. Il peggioramento della qualità del credito attribuito all’incertezza geopolitica e all’incremento dei tassi

I crediti deteriorati delle imprese sono in aumento e l’inversione di trend proseguirà anche nel 2027. La previsione giunge dall’outlook sui crediti deteriorati di ABI e Cerved che copre il triennio 2026-2028. «L’incertezza internazionale e il contesto geopolitico ancora fortemente instabile – sottolinea il report – inducono a stimare che nel 2026 il tasso di deterioramento del credito alle imprese si assesterà al 2,8% (dal 2,6% del 2025). Nel 2027 una crescita economica modesta, il perdurare dell’incertezza e una dinamica dei tassi di interesse in lieve aumento dovrebbero spingere questo indicatore al 2,9%, mentre al termine dell’orizzonte previsionale, nel 2028, è previsto in lieve flessione al 2,8%: due decimi di punto percentuale al di sopra del 2025». L’aggregato preso in considerazione dallo studio include le sofferenze, i crediti UTP e gli sconfinamenti.

Il clima di instabilità – sottolineano ancora ABI e Cerved – è testimoniato anche dall’aumento del tasso di deterioramento del credito rilevato da Bankitalia, che per le società non finanziarie è passato dal valore minimo osservato nel 2021 dell’1,95% al 2,63% nel 2025.

Le famiglie consumatrici, invece, favorite da tassi di interesse contenuti e da un aumento dell’occupazione, hanno evidenziato una dinamica in lieve calo, con il valore del 2025 pari allo 0,86% a fronte dello 0,95% del 2024.

«Nonostante un lieve peggioramento atteso, le stime al 2028 dimostrano come siano lontani i picchi raggiunti nel 2012, a riprova di una migliore redditività e posizione patrimoniale delle nostre aziende», ha commentato Luca Peyrano, CEO di Cerved. Per il Direttore Generale dell’ABI Marco Elio Rottigni, «in questo scenario, sarà fondamentale preservare la solidità del settore bancario e le condizioni necessarie affinché le banche possano continuare a sostenere famiglie, imprese ed economia reale».

Tra il 2025 e il 2028 gli aumenti più consistenti sono attesi per le imprese di medie dimensioni (dall’1,8% al 2,1%) e per il settore delle costruzioni (dal 2,9% al 3,2%). A livello territoriale, gli incrementi risultano invece omogenei, pari a 0,2 punti percentuali in tutte le macroaree.

In termini di livelli, nel 2028 il tasso di deterioramento più elevato si conferma nelle microimprese (3,0%), nel Sud e Isole (3,7%) e nel settore delle costruzioni (3,2%).

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